Il futuro del Mose e dell’Autorità per la Laguna è ancora avvolto nell’incertezza. I sindacati CgilCisl e Uil hanno espresso preoccupazione per la mancanza di progressi significativi nel definire il decreto promesso dal Ministero delle Infrastrutture. La situazione è critica per i lavoratori delle società coinvolte, che vivono in una condizione di incertezza.
Il tavolo convocato il 17 giugno 2026 si è concluso senza novità significative. I sindacati hanno confermato la disponibilità delle parti a proseguire il confronto, ma hanno anche espresso la necessità di un intervento urgente da parte del Comune di Venezia e della Regione Veneto per accelerare la definizione del decreto. “Non è più accettabile che lavoratrici e lavoratori di ThetisCvn e Comar continuino a vivere in una condizione di incertezza”, hanno dichiarato i segretari Daniele GiordanoMichele Zanocco e Giuliano Gargano.
La complessa situazione dei lavoratori
La situazione è particolarmente complessa per i lavoratori a causa dei recenti cambiamenti nella gestione del Mose. Fino a pochi giorni fa, si stava delineando un quadro diverso, con la creazione della newco Mose Engineering da parte del Consorzio Venezia Nuova. Questa società avrebbe dovuto occuparsi della gestione dell’opera, assorbendo tra i 120 e i 150 lavoratori attualmente assunti tra CvnComar e Thetis.
Tuttavia, il ribaltamento del tavolo del 9 giugno a Roma ha cambiato radicalmente lo scenario. Il Ministero delle Infrastrutture ha deciso di riprendere la gestione del Mose fino al completamento dei lavori, bloccando il passaggio di fondi, competenze e personale dal Provveditorato all’Autorità per la Laguna. Questo ha creato un’incertezza che rischia di far perdere lavoratori con competenze estremamente specialistiche.
Le richieste dei sindacati
I sindacati hanno chiarito che la situazione non può essere ulteriormente rinviata. “La pazienza delle parti sociali non è illimitata”, hanno affermato. “La tutela dell’occupazione non può essere trattata come un capitolo secondario rispetto alle questioni finanziarie o di governance.” I sindacati si aspettano che nel prossimo incontro, previsto per il 25 giugno 2026vengano presentati progressi tangibili e un cronoprogramma definito per la risoluzione delle questioni aperte.
Le sfide future per il Mose
La stagione estiva non dovrebbe richiedere sollevamenti, ma gli appalti devono partire subito. L’idea di attivare una partnership industriale per creare una nuova compagnia per la manutenzione sperimentale, proposta dal presidente Rossettoè stata rinviata a data da destinarsi. La situazione rimane complessa e richiede una soluzione rapida per garantire la continuità del lavoro e la stabilità dei lavoratori coinvolti.


