Nel terzo atto della finale scudetto il Palasport Taliercio è diventato la culla del ritorno orogranata: l’Umana Reyer Venezia ha piegato l’EA7 Emporio Armani Milano 109-97 riportando così la serie sul 2-1 e riaprendo i giochi dopo le due affermazioni milanesi ad Assago. La partita è stata segnata da un netto cambio di passo di Venezia nel terzo quarto, quando la squadra di coach Neven Spahija ha imposto intensità difensiva e produzione offensiva senza precedenti nella serie.
Per Milano la serata si trasforma in un’amara lezione: percentuali non ignobili ma una difesa che non c’è, difficoltà sui rimbalzi e una sequenza di errori e palle perse che hanno favorito i contropiedi e i tiri aperti della Reyer. Il risultato finale e i parziali parlano chiaro: 25-26; 50-50; 86-69 per i tre periodi.
Terzo quarto dominante: come Venezia ha cambiato la partita
Il punto di svolta è arrivato all’inizio della ripresa: Venezia ha stravolto il ritmo con una difesa asfissiante che ha concesso solo 5 punti nei primi 5 minuti del terzo quarto, mentre in attacco sono piovuti canestri di ogni tipo. Il parziale del periodo è stato devastante, con gli orogranata a quota 36 punti nel solo terzo quarto, un valore che ha trasformato in sostanza la partita. Questo cambio di passo ha coinciso con la crescita di giocatori chiave e con una maggiore circolazione di palla, testimoniata dai 22 assist complessivi della squadra.
Le scelte difensive e i protagonisti in area
La presenza di Stefano Tessitori si è fatta sentire in termini di contenimento e capacità di mettere in difficoltà i lunghi avversari: contro giocatori come Nebo e Diop ha mostrato una solidità che ha tolto riferimenti a Milano. Quando Tessitori ha preso fiato, Brandon Horton ha dato risposte concrete con percentuali altissime e canestri facili sotto misura. Il lavoro di Tessitori e Horton ha liberato spazio per gli esterni, permettendo anche a Jordan Parks di esplodere nella ripresa (22 punti nella seconda metà), dopo un primo tempo praticamente anonimo a livello realizzativo.
Numeri, interpreti e implicazioni per la serie
Dal punto di vista statistico la vittoria di Venezia è figlia di una performance collettiva: sei giocatori in doppia cifra 52% da due e 55% da tre per la Reyer, oltre a un +6 a rimbalzo (41-35). RJ Cole ha messo 18 punti nonostante una distorsione alla caviglia che preoccupa lo staff, Bowman ha inciso con energie difensive e 15 punti, mentre Tessitori ha chiuso con una doppia doppia (15 punti e 11 rimbalzi). Per Milano, i numeri parlano di qualche buono spunto individuale — Brooks 22 punti, Bolmaro 20, Shields 19 — ma non dell’armonia necessaria per resistere al contraccolpo orogranata.
La prestazione di Parks e l’effetto collettivo
Jordan Parks è l’emblema della ripresa veneziana: zero punti e un solo tiro nel primo tempo, poi protagonista assoluto con 22 punti nella ripresa e una capacità di segnare dall’arco e in penetrazione che ha spezzato le velleità di rientro milanesi. Il contributo di Parks, unito al rendimento solido di Tessitori, Horton e Cole, ha trasformato la partita in un successo costruito su equilibrio offensivo e rotazioni efficaci.
La sconfitta di Milano comporta la perdita del primo possibile match point scudetto: la serie non è chiusa e ora si giocherà gara 4 con Milano avanti 2-1 ma senza più il chiaro vantaggio psicologico maturato dopo le prime due partite. Il calendario prevede il prossimo confronto giovedì 18 giugno al Taliercio, quando l’EA7 avrà la possibilità di ricompattarsi e provare a ricostruire certezze, mentre la Reyer tenterà di sfruttare il fattore campo e l’entusiasmo di un impianto esaurito per continuare la rimonta.


