È stato presentato un piano praticabile per collegare direttamente Chioggia all’ospedale dell’Angelo di Mestre, basato sull’utilizzo di corse già attive della linea 85. L’iniziativa è stata illustrata da consiglieri comunali e da associazioni locali che da tempo sollevano l’urgenza di un collegamento diretto verso il principale hub sanitario della provincia. A fronte dell’entusiasmo dei promotori si sono però levate riserve dall’amministrazione e dall’operatore di trasporto, che sollevano questioni su costi e organico.
La proposta: deviare alcune corse della linea 85
I promotori, compresi rappresentanti del Spi-Cgil e dell’associazione Cittadinanza Attivainsieme ai consiglieri comunali Barbara penzo e Maurizio Salvagno, sostengono che la soluzione sia realizzabile con un impatto minimo sui costi di Arriva Veneto. Lo schema prevede di sfruttare le 11 corse giornaliere della linea 85 dirette all’aeroporto di Tessera: cinque di queste fermano già in via Sabbadino a Mestre e potrebbero essere deviate verso l’ospedale con un aumento di percorrenza stimato in circa otto minuti.
Secondo gli ideatori del progetto, quella variazione rappresenterebbe una differenza di tempo e chilometraggio trascurabile rispetto al beneficio prodotto per i cittadini di Chioggia: pazienti, accompagnatori e lavoratori guadagnerebbero un collegamento diretto senza la necessità di una tariffazione aggiuntiva o di nuovi mezzi. I promotori dichiarano inoltre di aver già illustrato la proposta al direttore della Città MetropolitanaNicola Torricella, che avrebbe manifestato disponibilità a valutare l’ipotesi.
Supporto civico e numeri raccolti
L’associazione Cittadinanza Attiva ha portato avanti la campagna di sensibilizzazione per il collegamento con l’ospedale e ha raccolto supporto popolare tramite firme. Per i sostenitori, la modifica dell’itinerario è un modo pragmatico per rispondere a una domanda concreta di mobilità sanitaria nella gronda lagunare, che coinvolge non solo Chioggia ma anche Cavarzere e altri centri minori.
Le obiezioni tecniche e politiche
Alla proposta hanno risposto con scetticismo esponenti dell’amministrazione comunale. L’assessora ai trasporti, Cristina Boscolo Zemelo, ha definito l’ipotesi poco aderente alla realtà, sottolineando che valutazioni tecniche effettuate con Arriva Veneto e la Città Metropolitana avrebbero evidenziato criticità legate ai costi effettivi e alla disponibilità di autisti. In particolare, l’azienda del trasporto avrebbe segnalato che l’aumento di chilometraggio richiederebbe turni aggiuntivi e potenzialmente nuove assunzioni, elementi che ricadono sul bilancio operativo.
La versione dell’assessora enfatizza la responsabilità nel comunicare soluzioni certe quando si tratta di salute pubblica: sebbene l’obiettivo di una linea diretta sia condivisibile, la priorità è verificare la fattibilità reale prima di alimentare aspettative. Anche il sindaco Mauro Armelao e la consigliera metropolitana Marcellina Segantin hanno confermato che il tema è al centro delle interlocuzioni istituzionali, ma hanno ribadito la necessità di tempi tecnici per trovare una soluzione praticabile.
Criticità di servizio e risorse umane
Le difficoltà indicate riguardano due aspetti principali: i costi operativi nascosti e la carenza di personale. L’aumento della percorrenza, per quanto limitato nella stima dei promotori, comporta una diversa pianificazione dei turni autisti, possibili straordinari e un diverso utilizzo dei mezzi. Le verifiche tecniche svolte dall’azienda e condivise con la Città Metropolitana hanno quindi portato ad esprimere dubbi sulla reale economicità dell’intervento senza un incremento delle risorse.
Il dialogo tra le parti prosegue: i promotori attendono un incontro ufficiale con Arriva Veneto per discutere in dettaglio orari, ricadute sui servizi esistenti e possibili soluzioni organizzative. Dall’altra parte, l’amministrazione continua a lavorare con la Regione e la Città Metropolitana per valutare alternative e garantire il diritto alle cure senza creare false aspettative.
Nel frattempo la proposta ha acceso il confronto politico locale: da una parte la richiesta di interventi rapidi e concreti per la mobilità sanitaria, dall’altra la prudenza tecnica che invoca trasparenza sui costi e sulle risorse necessarie. L’argomento rimane aperto e ancorato a passaggi istituzionali concreti, con l’obiettivo comune — almeno nelle dichiarazioni ufficiali — di trovare una modalità che garantisca ai cittadini di Chioggia un collegamento efficace e sostenibile verso l’ospedale di Mestre.


