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Marghera: arrestato spacciatore agli arresti domiciliari con droga e arma insolita

Un uomo di 40 anni, già agli arresti domiciliari, è stato sorpreso a spacciare droga dalla sua abitazione a Marghera. La polizia locale ha scoperto un vero e proprio giro d'affari.

Marghera: arrestato spacciatore agli arresti domiciliari con droga e arma insolita

In un episodio che ha dell’incredibile, un uomo di 40 anni, di origine tunisina, è stato nuovamente arrestato mentre spacciava droga dalla sua abitazione a Marghera, nonostante fosse agli arresti domiciliari. La vicenda, che ha visto il coinvolgimento della polizia locale, ha portato alla luce un giro d’affari ben organizzato.

L’uomo, difeso dall’avvocato Marco Borella, ha patteggiato una pena di un anno e tre mesi. Data la durata della condanna, inferiore ai tre anni, è tornato agli arresti domiciliari, nella stessa abitazione dove continuava a gestire il suo traffico illecito.

Un giro d’affari sotto gli occhi di tutti

La polizia locale aveva notato un insolito via vai presso l’abitazione del 40enne. Non era la prima volta che gli agenti si imbattevano in questa situazione: lo stesso uomo era già stato arrestato per lo stesso reato. La posizione strategica dell’appartamento, situato al piano terra di una palazzina, rendeva facile per l’uomo gestire le sue operazioni direttamente dalla finestra.

Gli agenti si sono appostati per giorni, osservando le mosse del sospettato. Non ci è voluto molto per coglierlo in flagrante: verso sera, hanno documentato una trattativa e uno scambio con due clienti. Poco dopo, hanno fermato un uomo di nazionalità cubana che si era presentato alla porta dell’abitazione del tunisino. Addosso, aveva dieci grammi di cocaina, sufficienti per quaranta dosi al dettaglio.

La perquisizione e il ritrovamento di un’arma insolita

Durante la perquisizione dell’abitazione, la polizia ha trovato altri trenta grammi di cocaina, pari a circa centoventi dosi pronte alla vendita. Ma la scoperta più sorprendente è avvenuta nell’auto del pusher: un lanciatore balistico un’arma mai vista prima dai vigili veneziani. Si tratta di una sorta di scatola contenente cinque-sei lame o dardi, attivabili tramite telecomando. Il lancio è così potente da conficcarsi nel legno. Probabilmente acquistato online, questo marchingegno può sparare le sue munizioni anche a raffica.

Le indagini e i misteri irrisolti

Resta un mistero da risolvere: chi riforniva lo spacciatore? È difficile immaginare che un grossista si muova di persona per consegnare la droga a un detenuto agli arresti domiciliari, considerando il rischio di essere colti sul fatto con una grossa quantità di stupefacenti. Le ipotesi degli investigatori sono due: il 40enne potrebbe essere uscito di casa durante la detenzione domiciliare per raggiungere il proprio fornitore, oppure le parti si sono affidate a un corriere che, sotto compenso, ha fatto da tramite per consegnare il carico.

Le indagini proseguono per fare luce su questo aspetto della vicenda. Nel frattempo, l’uomo è tornato agli arresti domiciliari, ma la polizia locale non perderà d’occhio la situazione.

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