Negli ultimi giorni le isole di Ischia e Procida sono state al centro di numerose segnalazioni per tentativi di truffa telefonica e raggiri porta a porta. Le vittime denunciano chiamate in cui malviventi si qualificano come carabinieri o come operatori di servizi postali e antifrode, utilizzando messaggi studiati per creare allarme e ottenere l’accesso a denaro e gioielli.
Le modalità descritte dalle forze dell’ordine evidenziano un copione ormai consolidato: i truffatori inducono un familiare a lasciare temporaneamente la casa, poi si presentano di persona al domicilio della vittima per ottenere la consegna di oggetti di valore. In diversi episodi è stata utilizzata la tecnica nota come caller ID spoofing che fa apparire sul display il numero ufficiale della caserma per rendere la telefonata più credibile.
Modalità operative segnalate a Ischia e Procida
Secondo le ricostruzioni fornite dall’Arma, i delinquenti fanno leva su una presunta emergenza giudiziaria per spaventare le famiglie: durante la chiamata un sedicente militare sostiene che siano in corso verifiche su conti o gioielli, chiedendo alla persona di metterli da parte o consegnarli a un incaricato che si presenterà alla porta. I raggiri spesso colpiscono le persone più vulnerabili, in particolare gli anziani, che vengono convinti a compiere gesti d’impulso.
La tecnica del caller ID spoofing è particolarmente insidiosa: facendo comparire numeri ufficiali, come quello della stazione dei carabinieri locale, i truffatori aumentano la percezione di autenticità della chiamata. Per questo motivo l’Arma ribadisce che i militari non annunciano mai telefonicamente operazioni di polizia giudiziaria né chiedono la consegna di denaro, gioielli o documenti per fini investigativi.
Raccomandazioni pratiche delle forze dell’ordine
Alle persone che ricevono comunicazioni sospette viene consigliato di interrompere immediatamente la conversazione e di contattare il 112 per verificare l’autenticità della chiamata. È fondamentale non fornire dati sensibili, codici o somme di denaro a interlocutori che si presentano al telefono o alla porta. I cittadini sono inoltre invitati a non aprire a sconosciuti e a chiedere sempre un documento ufficiale prima di qualsiasi concessione.
Chi ha già subito o temuto un tentativo di truffa deve rivolgersi alla stazione dei carabinieri più vicina per presentare denuncia: registrare l’accaduto aiuta gli inquirenti a ricostruire i modus operandi e ad aumentare i controlli sul territorio, proteggendo in particolare le fasce più esposte della popolazione.
Il caso di Mozzo: un raggiro sventato e un arresto alla stazione di Bergamo
Un episodio recente, accaduto lontano dalle isole ma emblematico rispetto ai metodi usati dai truffatori, si è concluso con un arresto. Un 48enne partito da Napoli era giunto nell’hinterland bergamasco con l’intenzione di sottrarre gioielli a persone anziane, dopo averle convinte telefonicamente che un “carabiniere” avrebbe controllato i preziosi. La vittima designata, una donna di 79 anni, aveva preparato gli oggetti richiesti, ma il marito si è accorto dell’anomalia e ha affrontato l’uomo, gridandogli “imbroglione” e respingendolo.
La fuga del truffatore si è interrotta in stazione a Bergamo, dove i militari della sezione operativa lo hanno arrestato dopo le segnalazioni arrivate da altre persone contattate dallo stesso gruppo. L’uomo, identificato come Mario Ardissone, è stato sottoposto all’obbligo di dimora nella sua città in attesa del processo che si aprirà il 27 ottobre. Questo episodio dimostra come la prontezza delle vittime e la collaborazione con le forze dell’ordine possano vanificare tentativi di raggiro organizzati.
L’accaduto evidenzia anche l’importanza della denuncia: la tempestiva comunicazione ai carabinieri ha permesso di ricostruire l’itinerario dell’indagato e di intercettarlo in stazione, mostrando che la rete di segnalazioni dei cittadini è uno strumento efficace per contrastare queste reti criminali.
In entrambi i contesti, insulari e continentali, le autorità sottolineano che la cautela e il ricorso al numero unico di emergenza 112 sono le difese più efficaci contro i raggiri. Proteggere le persone anziane, informare parenti e vicini e mantenere alta l’attenzione sulle modalità telefoniche e porta a porta rimane una priorità per prevenire ulteriori episodi.



