La casa della comunità di Mira è stata inaugurata il 10 luglio 2026 in via Confalonieri e ha iniziato a offrire servizi sanitari di prossimità ai cittadini.
La struttura è stata creata per rafforzare la sanità territoriale e migliorare l’accesso ai servizi sanitari e sociali nel Comune di Mira, con una gestione pensata per la presa in carico e la continuità assistenziale.
Perché la struttura è rilevante per Mira
La casa della comunità è nata grazie a un investimento di 3,8 milioni di euro provenienti dal Pnrr e rappresenta una delle tredici strutture previste sul territorio di competenza dell’azienda sanitaria locale. La realizzazione ex novo ha risposto a una programmazione che mira a integrare i servizi sanitari e sociali in un unico hub territoriale, riducendo il ricorso ai servizi ospedalieri e facilitando l’accesso ai percorsi di cura.
La presentazione pubblica della struttura ha unito momenti istituzionali e simbolici, con l’obiettivo di comunicare il carattere di accoglienza e prossimità rivolto a persone fragili e famiglie del territorio.
Servizi disponibili e organizzazione interna
All’interno della casa della comunità di Mira è presente il punto unico di accesso per le pratiche amministrative, il servizio di assistenza domiciliare, ambulatori per la specialistica, servizi infermieristici e diagnostica di base; sono inoltre attive attività consultoriali anche per i minori e la gestione dei programmi di screening. La struttura garantisce la continuità assistenziale notturna elemento considerato centrale per rispondere ai bisogni fuori dall’orario diurno.
La dottoressa Marta Soave, direttrice del Distretto di Mirano-Dolo, ha guidato la visita alla struttura su due piani e ha illustrato le diverse aree funzionali progettate per integrare ambulatori, spazi amministrativi e servizi domiciliari, con l’obiettivo di semplificare i percorsi per gli utenti.
Inaugurazione e figure coinvolte
La cerimonia inaugurale si è aperta con un brano di Vivaldi eseguito al violino da Alessandro Fagiuoli e con la benedizione di don Cristiano Bobbo, a sottolineare la dimensione pubblica e di comunità dell’intervento. Al taglio del nastro erano presenti l’assessore regionale Gino Gerosa, il sindaco Marco Dori e il presidente della conferenza dei sindaci Andrea Martellato.
Il direttore generale dell’azienda sanitaria locale Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, ha descritto l’opera come la concretizzazione di un progetto atteso da tempo e come parte di una strategia più ampia per la presa in carico territoriale.
Valutazioni tecniche e prospettive operative
La struttura è stata progettata dall’azienda sociosanitaria in collaborazione con le pubbliche amministrazioni ed è stata costruita ex novo attraverso un cantiere definito efficiente. Lo sviluppo edilizio e l’organizzazione degli spazi sono stati pensati per favorire l’accessibilità e l’integrazione tra figura del medico di medicina generale, la continuità assistenziale e i servizi sociali locali.
L’assessore regionale Gino Gerosa ha rimarcato la volontà di continuare a investire sul modello di prossimità, collegando le attività della casa della comunità con gli ospedali, i pronto soccorso e il numero unico di emergenza 116-117, al fine di creare percorsi coordinati per gli utenti.
Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2026.



