Nel cuore di Venezia, sull’isola di San Giorgio Maggiore, un gioiello letterario e architettonico è tornato a splendere. Il labirinto Borges dedicato allo scrittore argentino Jorge Luis Borges (1899 – 1986), ha riaperto al pubblico dopo un accurato restauro. Questo luogo, che unisce letteraturaarchitettura e natura è stato riportato al suo antico splendore grazie al sostegno di PwC Italia e alla cura della Fondazione Giorgio Cini.
Il labirinto, ideato dall’architetto inglese Randoll Coate e realizzato, è un omaggio alla passione di Borges per i labirinti e per Venezia, che lo scrittore considerava un labirinto vivente. Con i suoi 2300 metri quadrati e oltre tremila piante di bosso è uno dei più suggestivi d’Italia.
Un restauro delicato e attento
Il restauro del labirinto è stato un’operazione complessa, simile al lavoro su un mosaico. I restauratori hanno diagnosticato lo stato di salute delle piante, sostituendo quelle compromesse con nuove piantumazioni di bosso a foglia piccolissima, capaci di tollerare potature costanti senza mostrare ferite visibili. Sono state rimosse 165 piante di bosso e verificato l’impianto di irrigazione. Il suolo è stato concimato e arricchito con circa due metri cubi di nuovo terreno per favorire l’attecchimento delle nuove piantumazioni.
Un aspetto fondamentale del restauro è stato l’ampliamento dell’accessibilità. Sono stati rimossi i eccessi di ghiaia dal vialetto d’ingresso e realizzati percorsi accessibili anche a persone con disabilità motoria. Questi interventi hanno reso il labirinto fruibile a un pubblico più ampio, mantenendo intatta la sua magia.
Un omaggio a Borges e alla sua visione
Il labirinto è ispirato al racconto di Borges Il giardino di sentieri che si biforcano dove il labirinto diventa un archetipo della natura dell’universo e della perplessità umana. Coate ha tradotto questa visione in un giardino che si presenta come un libro aperto cosparso di oggetti simbolici come un bastone, gli specchi, la clessidra, la tigre e un enorme punto di domanda.
Il labirinto rappresenta un viaggio metaforico, un invito a perdersi e ritrovarsi, a esplorare le proprie paure e speranze. Ogni labirinto, come sottolineava Borges, ha un piano, un’architettura, una logica che consente di trovare la via d’uscita. Questo concetto è stato tradotto in un percorso fisico che invita i visitatori a riflettere sulla propria esistenza.
Un luogo di incontro tra cultura e natura
Il labirinto Borges è un esempio di come architetturaletteratura e natura possano fondersi in un’unica esperienza. La sua riapertura è un’occasione per riscoprire il legame tra Venezia e Borges, un legame che va oltre il tempo e lo spazio. Il labirinto è un invito a esplorare, a perdersi e a ritrovarsi, a riflettere sulla propria esistenza e sul mondo che ci circonda.
La riapertura del labirinto è stata resa possibile grazie al sostegno di PwC Italia che ha finanziato il progetto nell’ambito del programma PwC per la cultura. Questo programma mira a promuovere il patrimonio culturale italiano, creando opportunità per condividere la ricchezza artistica del paese.
Il labirinto Borges è ora visitabile dal 10 luglio offrendo ai visitatori un’esperienza unica nel cuore di Venezia. Un luogo dove letteratura, architettura e natura si incontrano, creando un’esperienza indimenticabile.



