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Valpolicella: qualità e promozione internazionale per i vini veneti

La Valpolicella, con i suoi vini rinomati in 87 Paesi, affronta le sfide del mercato globale con strategie innovative per preservare la qualità e promuovere l'enoturismo.

Valpolicella: qualità e promozione internazionale per i vini veneti

La Valpolicella una delle denominazioni vinicole più prestigiose del Veneto sta affrontando le sfide del mercato globale con una strategia mirata a preservare la qualità e a promuovere l’enoturismo. Con una presenza consolidata in 87 Paesi e oltre 2.200 aziende coinvolte, la Valpolicella rappresenta un’eccellenza enologica che si estende su 8.614 ettari di vigneti.

La Regione Veneto i 19 Comuni del Consorzio e i produttori locali stanno lavorando insieme per raggiungere tre obiettivi principali: spingere sugli investimenti e sui nuovi mercati esteri, sostenere la candidatura del rito dell’appassimento a Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO e promuovere l’enoturismo per valorizzare la cultura e i paesaggi del territorio.

La stabilità della produzione e la flessione delle bottiglie

Secondo il Valpolicella Annual Report la produzione di uva destinata alla denominazione ha raggiunto 840.510 quintali nel 2026, con 327.545 quintali destinati all’appassimento. Tuttavia, l’imbottigliato complessivo si è attestato a circa 57,5 milioni di bottiglie, registrando una diminuzione del 3% rispetto all’anno precedente. Questa flessione ha interessato tutte le principali tipologie della denominazione, tra cui Amarone e Recioto che hanno raggiunto 13,58 milioni di bottiglie con un calo del 2,4%, e il Valpolicella Ripasso fermo a 27,37 milioni di bottiglie con una diminuzione del 3,7%.

Il Consorzio Tutela Vini Valpolicella ha dichiarato che questa fase di assestamento dei volumi è legata a un contesto internazionale più complesso e alla necessità di mantenere l’equilibrio tra produzione e mercato. Christian Marchesini presidente del Consorzio, ha sottolineato che “la congiuntura internazionale richiede oggi una responsabilità ancora maggiore. Il nostro compito non è inseguire i volumi, ma preservare il valore della denominazione.”

La diversificazione della filiera e la promozione internazionale

La Valpolicella è caratterizzata da una filiera diversificata, con modelli produttivi che vanno dalle piccole aziende familiari alle imprese strutturate. Nelle aziende più piccole, il Valpolicella Doc rappresenta circa il 40% della produzione, mentre nelle realtà medio-piccole, medio-grandi e grandi, il Valpolicella Ripasso diventa la tipologia prevalente, con percentuali comprese tra il 45% e il 50%. Resta stabile il peso di Amarone e Recioto che incidono tra il 19% e il 26% del portafoglio produttivo nelle diverse categorie aziendali.

La dimensione internazionale resta uno dei principali ambiti di lavoro per il Consorzio. Nel corso dell’ultimo anno sono state realizzate 27 attività promozionali in 16 Paesi, coinvolgendo mercati distribuiti nei cinque continenti. Tra i Paesi interessati dalle iniziative dedicate alla valorizzazione della denominazione ci sono ArgentinaAustraliaCorea del SudFranciaGermaniaGiapponeRegno Unito e Stati Uniti.

Il presidente della Regione VenetoAlberto Stefani ha sottolineato il ruolo dell’identità territoriale: “La forza del Veneto da sempre non sta nella quantità del prodotto ma nella qualità. Valpolicella ne è la conferma perché ha sviluppato una cultura enologica riconosciuta a livello internazionale.” Anche il consigliere regionale Alberto Bozza ha richiamato il valore culturale della denominazione, evidenziando il legame tra vino, territorio ed esperienza turistica: “Il vino non è solo gusto e piacere sensoriale ma anche esperienza, cultura, territorio.”

Venezia Superiore: un evento per celebrare la Valpolicella

La presentazione del Report ha fatto da introduzione a Venezia Superiore un appuntamento dedicato alla denominazione che si è tenuto al Teson Piccolo della Pescheria di Rialto. Durante l’evento sono state degustate 30 etichette di Valpolicella Doc e Valpolicella Doc Superiore appartenenti a 19 aziende del territorio, servite alla temperatura indicata di 6-8 gradi. L’iniziativa rientra nel percorso di promozione della denominazione, che negli ultimi anni ha affiancato alla valorizzazione commerciale dei vini anche un crescente interesse verso il patrimonio culturale legato alla produzione, compreso il progetto di candidatura a patrimonio immateriale Unesco del rito della messa a riposo delle uve della Valpolicella.

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