Il cinema ha il potere di trasformare il dolore in consapevolezza, e il film Se domani non torno ne è un esempio tangibile. Diretto da Paola Randi e ispirato al libro Cara Giulia di Gino Cecchettin il film racconta la vita di Giulia Cecchettin la giovane di Vigonovo uccisa nel 2026 dall’ex fidanzato Filippo Turetta.
Il lungometraggio, prodotto da Notorious Pictures in collaborazione con Sky Cinema e Mediaset sarà nelle sale italiane dal 5 novembre 2026. Questo progetto non si concentra solo sulla tragica fine di Giulia, ma celebra la sua vita, i suoi sogni e i suoi progetti.
La scelta narrativa: raccontare l’assenza
Una delle scelte più significative del film è l’assenza del carnefice. Filippo Timi interpreta Gino Cecchettin il padre di Giulia, mentre Tecla Bossi veste i panni di Elena la sorella di Giulia. Sabrina Martina nata a Rho ha la responsabilità di interpretare Giulia. La regista Paola Randi ha scelto di non dare un volto all’assassino, concentrandosi invece sulla vita di Giulia e sull’impatto della sua morte sulla famiglia.
“Bisogna chiamare le cose con il nome che hanno: femminicidio“, ha detto Tecla Bossi in conferenza stampa. Il film esplora il concetto di femminicidio come un processo lungo e complesso, non un atto improvviso. Questo progetto è per tutti, non solo per le donne, ma anche per gli uomini, per sensibilizzare e cambiare le cose.
Il dolore trasformato in impegno civile
Il film è stato girato interamente in Veneto in sei settimane, nei luoghi reali della tragedia. La regista ha scelto di esplorare il vuoto incommensurabile lasciato da una vita interrotta, soffermandosi sui piccoli dettagli quotidiani e sui progetti futuri di Giulia che evaporano in un istante.
“Il dolore che noi abbiamo vissuto, se non raccontato opportunamente, può essere ripetuto“, ha aggiunto Gino Cecchettin durante la conferenza stampa al Giffoni Film Festival 2026. Il cinema è un mezzo che può arrivare a chiunque, e questo film vuole essere un omaggio a un’assenza che si è fatta presenza costante.
La Fondazione Giulia Cecchettin
La storia di Giulia Cecchettin non è solo un fatto di cronaca, ma un punto di riferimento nella lotta alla violenza di genere. La Fondazione Giulia Cecchettin è nata per educare all’affettività e scardinare quelle dinamiche di possesso e controllo che troppo spesso si consumano nel silenzio delle mura domestiche.
Il film Se domani non torno vuole essere un contributo significativo alla sensibilizzazione sulla violenza di genere, trasformando il dolore in impegno civile e consapevolezza collettiva.



