La 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre 2026, si apre con un record: ben cinque film italiani in concorso su venti. Un dato che solleva domande sulla rappresentanza internazionale del festival e sulla capacità di gestire una così ampia presenza nazionale senza sovrapposizioni.
La direzione artistica di Alberto Barbera ha presentato un programma che, se da un lato celebra la vitalità del cinema italiano, dall’altro riflette una crisi di presenza da parte di Hollywood, assente con i suoi titoli più attesi. Tra i film in concorso spiccano Succederà questa notte di Nanni Moretti, Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis e The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, quest’ultimo basato sull’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci.
La rinascita del cinema italiano
Il ritorno di Nanni Moretti in concorso dopo quarant’anni è senza dubbio uno degli eventi più attesi. L’ultimo suo film presentato in concorso risale al 1985 con La messa è finita mentre nel 1989 Palombella rossa fu presentato alla Settimana della Critica. La sua assenza dal Lido è stata così lunga che il direttore Barbera ha commesso un scivolone durante la conferenza stampa, citando erroneamente il 1889 come anno della sua ultima partecipazione.
Oltre a Moretti, il concorso ospita altri quattro titoli a marchio Rai CinemaIl fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, The Echo Chamber di Andrea Pallaoro e L’estranea di Paolo Strippoli. Questo solleva interrogativi sulla diversità delle produzioni italiane in gara e sulla possibilità di un eccesso di offerta che potrebbe diluire l’impatto di ciascun film.
Hollywood assente, il cinema d’autore in primo piano
L’assenza di titoli hollywoodiani di spicco, come Digger di Alejandro González Iñárritu con Tom Cruise, è un segnale evidente di un cambiamento di strategia da parte delle major americane. Dopo lo sciopero di attori e sceneggiatori di due anni fa, l’industria cinematografica statunitense sembra preferire lanci diretti sul mercato, evitando i festival.
Tra i film internazionali in concorso, spiccano Ink di Danny Boyle, Company di Casey Affleck e Wild Horse Nine di Martin McDonagh. Tuttavia, la selezione non sembra destinata a scaldare gli animi come in passato, quando la presenza di titoli hollywoodiani era un punto di forza del festival.
Documentari e sezioni collaterali
La sezione dedicata ai documentari è particolarmente nutrita, con diciannove titoli tra cui Musk di Alex Gibney, Don’t Look Back in Anger sugli Oasis e Be Brave di Francesco Carrozzini, un documentario su Renzo Rosso realizzato con l’intelligenza artificiale. La sezione Orizzonti ospita invece La città dei vivi di Edoardo Gabriellini e I figli della scimmia di Tommaso Landucci.
La 83esima Mostra del Cinema di Venezia si preannuncia come un’edizione ricca di contenuti italiani, ma con una mancanza di titoli internazionali di rilievo. Sarà interessante vedere come il pubblico e la critica risponderanno a questa nuova configurazione del festival.



