In un mondo dove le sfide si trasformano in opportunità, la storia di Valentina Dadda e Francois Gelmetti è un esempio di resilienza e intraprendenza. Dopo essere stati licenziati da Ilaria Salis, eurodeputata di Sinistra Italiana i due ex collaboratori hanno intrapreso un percorso imprenditoriale che li ha portati a gestire Ca’ Dadda un lussuoso palazzo sul Canal Grande a Venezia.
La vittoria legale e il risarcimento
La vicenda legale che ha coinvolto Dadda e Gelmetti ha avuto un esito significativo. Un giudice ha stabilito che il licenziamento non era giustificato, condannando Salis a pagare un risarcimento di 300mila euro di cui 147.900 euro a Dadda e 153mila euro a Gelmetti. La decisione è stata presa in seguito a un processo in cui è emerso che non vi erano i presupposti per un licenziamento per giusta causa. Salis, nel frattempo, ha annunciato un appello contro la sentenza.
Le motivazioni del licenziamento
L’eurodeputata aveva giustificato il licenziamento con la mancanza di fiducia nei confronti dei due collaboratori, citando anche una gestione inefficiente della casella di posta elettronica. Tuttavia, la giustizia ha ritenuto queste motivazioni insufficienti per un licenziamento senza preavviso. Salis ha inoltre affermato che i due avevano i mezzi per sostentarsi, un’affermazione che sembra essere smentita dalla loro attuale attività imprenditoriale.
Ca’ Dadda: un rifugio di lusso sul Canal Grande
Ca’ Dadda, un palazzo preottocentesco situato a pochi metri da Rialto è diventato un punto di riferimento per il turismo di lusso. Il palazzo, composto da due piani e una terrazza di 30 metri quadrati sospesa sul Canal Grande, offre spazi ampi e luminosi, con un accesso da terra e un attracco privato con porta d’acqua. Dopo due anni di meticolosi lavori di ristrutturazione il palazzo è stato trasformato in un rifugio dal fascino contemporaneo.
Servizi e eventi
Oltre alle camere, Ca’ Dadda offre una gamma di servizi legati a eventi, tra cui chef personali, musica dal vivo e servizi di ricevimento personalizzati. Questi servizi sono affidati a una ditta esterna, Promoest. Il palazzo è anche una delle sedi della Biennale di Venezia un ulteriore riconoscimento del suo valore culturale e architettonico.
Ilaria Salis: una carriera tra polemiche e successi
L’eurodeputata Ilaria Salis è salita alla ribalta della cronaca per una complessa vicenda giudiziaria e diplomatica durante il suo arresto a Budapest. In quell’occasione, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella aveva manifestato vicinanza alla donna attraverso una telefonata al padre Roberto. Durante la detenzione ungherese, Salis aveva suscitato reazioni internazionali per essere apparsa in tribunale con manette ai polsi, catene e ceppi. Nel 2026, Alleanza Verdi e Sinistra l’ha candidata alle elezioni europee, garantendole l’immunità parlamentare una volta eletta.
La trasformazione di Ca’ Dadda
Valentina Dadda ha descritto Ca’ Dadda come il cuore della sua famiglia per tre generazioni. Il palazzo, un tempo residenza familiare, è stato trasformato in un’attrazione turistica di lusso. Dadda e Gelmetti hanno investito nella ristrutturazione del palazzo, utilizzando materiali accuratamente selezionati e la maestria degli artigiani veneziani per riportarlo al suo antico splendore. Il risultato è un rifugio che combina fascino storico ed eleganza contemporanea.
La storia di Ca’ Dadda è un esempio di come le avversità possano trasformarsi in opportunità. Valentina Dadda e Francois Gelmetti, dopo una battaglia legale, hanno creato un’impresa di successo che celebra la bellezza di Venezia e offre un’esperienza unica ai suoi ospiti.



