Beatrice Venezi, la giovane direttrice d’orchestra italiana, sta voltando pagina dopo l’esperienza controversa a La Fenice. Con un mix di determinazione e resilienza la 36enne sta costruendo nuovi progetti artistici che la porteranno in Russia e Georgia.
La sua avventura a Venezia era iniziata il 22 settembre 2026 con una nomina che aveva scatenato immediate proteste. Le maestranze del teatro avevano contestato la sua designazione, accusandola di non avere il curriculum adeguato per un ruolo così prestigioso. Nonostante il sostegno delle istituzioni, la situazione era degenerata fino al licenziamento annunciato ad aprile 2026.
La battaglia legale e la rinascita artistica
Venezi ha scelto di non arrendersi e ha impugnato la risoluzione del contratto. “Credo di aver già pagato abbastanza tutta questa faccenda. Vorrei passare oltre” ha dichiarato durante una cena di gala a Montepulciano. La direttrice ha ammesso di aver commesso errori, ma ha anche sottolineato come questa esperienza l’abbia resa più consapevole delle proprie capacità.
La vicenda giudiziaria è ancora aperta, ma Venezi ha deciso di concentrarsi sul futuro. “Ho fiducia nella magistratura. Sono sicura che anche questa vicenda legale potrà contribuire a rendermi giustizia nella verità” ha affermato.
Nuovi orizzonti artistici: Russia e Georgia
Tra i nuovi progetti, spicca il debutto alla guida de La Traviata di Giuseppe Verdi a Novosibirsk una città che sta emergendo come nuova capitale culturale della Russia. “Sono molto felice di poter dire che tornerò in Russia, in un contesto molto particolare come quello di Novosibirsk” ha commentato Venezi.
Non mancano gli impegni in Georgia dove la direttrice tornerà sia ad agosto che a settembre per una serie di concerti. “Sono realtà artistiche che mi stanno dando molto e che rappresentano una parte importante del mio percorso” ha aggiunto.
L’importanza di restare nel proprio ambito
Riflettendo sull’esperienza veneziana, Venezi ha ammesso che, se potesse tornare indietro, resterebbe più nel suo ambito musicale. “È un errore che forse si commette quando si è più giovani: pensare che ogni spazio pubblico possa essere attraversato senza che questo condizioni il modo in cui gli altri ti guardano”.
La direttrice ha anche parlato dell’importanza di dialogare con i tempi moderni senza perdere l’identità della musica. “Viviamo in un’epoca dominata dalla vista. La contemporaneità comunica soprattutto attraverso immagini, strumenti digitali, nuovi codici. La musica deve dialogare con questo tempo senza perdere la propria identità”.
Con questi nuovi progetti, Beatrice Venezi sta dimostrando di saper trasformare le difficoltà in opportunità, guardando al futuro con ottimismo e passione.



