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Aggredita un’infermiera del pronto soccorso di Valdagno durante una missione di soccorso

Sabato sera, un'infermiera del pronto soccorso di Valdagno è stata aggredita durante un intervento di soccorso a San Vito di Leguzzano. L'aggressore, in stato di agitazione, si trovava in una struttura di accoglienza.

Aggredita un’infermiera del pronto soccorso di Valdagno durante una missione di soccorso

Sabato sera, un’infermiera del pronto soccorso dell’ospedale di Valdagno è stata aggredita durante un intervento di soccorso a San Vito di Leguzzano in provincia di Vicenza. L’episodio è avvenuto all’interno di una struttura di accoglienza dove l’operatrice sanitaria era intervenuta insieme ai colleghi per prestare soccorso a una persona in stato di agitazione.

L’aggressione e le conseguenze

Secondo quanto riferito dall’Ulss 8 Berica al momento dell’arrivo dell’equipaggio sanitario, l’uomo ha dato in escandescenze, colpendo l’infermiera con uno schiaffo al volto. La professionista ha riportato contusioni giudicate guaribili in otto giorni. Dopo l’aggressione, l’infermiera è stata costretta a ricorrere alle cure nello stesso ospedale di Valdagno.

La condanna dell’Ulss 8 Berica

L’episodio è stato duramente condannato dall’Ulss 8 Berica che ha parlato dell’ennesimo caso di aggressione ai danni di un operatore sanitario. Il direttore generale Peter Assembergs ha espresso profonda vicinanza alla dipendente aggredita, sottolineando però come le manifestazioni di solidarietà rischino di diventare quasi una frase di rito di fronte al ripetersi di simili comportamenti.

“Quello di ieri sera è l’ennesimo episodio di aggressione ad un operatore sanitario”, ha commentato Assembergs. “La verità è che questi episodi sono intollerabili occorre sanzionare con il massimo rigore gli aggressori, far capire che non c’è spazio per le giustificazioni, di alcun tipo.”

La necessità di una risposta giudiziaria

Il direttore generale ha richiamato anche la necessità di una risposta sul piano giudiziario, non soltanto per punire chi aggredisce il personale sanitario, ma anche con una funzione preventiva. “Deve essere chiara la gravità delle conseguenze sul piano penale”, ha concluso Assembergs, “anche per scoraggiare il ripetersi di questi gesti.”

Le condizioni di sicurezza degli operatori sanitari

L’aggressione riporta ancora una volta l’attenzione sulle condizioni di sicurezza degli operatori sanitari, spesso chiamati a intervenire in situazioni caratterizzate da forte agitazione e imprevedibilità. In questo caso, l’infermiera era impegnata in una missione di soccorso del 118 quando è stata aggredita dalla stessa persona che avrebbe dovuto assistere.

Questo episodio solleva importanti interrogativi sulle misure di sicurezza necessarie per proteggere il personale sanitario durante gli interventi di emergenza. La vicenda di San Vito di Leguzzano è solo l’ultimo di una serie di episodi che mettono in luce la necessità di un cambiamento radicale nella gestione della sicurezza degli operatori sanitari.

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