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Festival di Venezia 2026: la regista danese May el-Toukhy trionfa con Woman Unknown

May el-Toukhy conquista il Leone d'oro a Venezia 2026 con Woman Unknown. La regista danese dedica il premio a sua figlia e parla del corpo delle donne come campo di battaglia.

Festival di Venezia 2026: la regista danese May el-Toukhy trionfa con Woman Unknown

La 83esima edizione del Festival di Venezia si è conclusa con una cerimonia di premiazione ricca di emozioni e dichiarazioni forti. Il Leone d’oro è stato assegnato a May el-Toukhy unica regista donna in concorso con il film Woman Unknown una storia che si svolge in Danimarca subito dopo la Seconda Guerra Mondiale.

La vittoria di el-Toukhy è stata particolarmente significativa non solo per il premio principale, ma anche per la Coppa Volpi alla migliore attrice, andata a Mathilde Arcel protagonista del film. Un risultato raro nella storia della Mostra del Cinema.

Dichiarazioni forti e dediche commoventi

Durante la cerimonia di premiazione, la regista danese di origini egiziane ha parlato del suo film come di una storia che racconta il corpo delle donne come un campo di battaglia. Ha dedicato il premio a sua figlia adolescente, esortandola a usare la sua voce contro la deumanizzazione e il silenzio.

La presidentessa della giuria, Maggie Gyllenhaal aveva già sollevato la questione della scarsa rappresentanza femminile in concorso, definendola un problema sistemico. El-Toukhy ha ringraziato Gyllenhaal per aver usato la sua voce per parlare di questa disparità.

Premi e standing ovation per Naza

Tra i premi più commoventi della serata, quello per il Premio speciale della giuria a Naza diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor. Il film ha ricevuto una standing ovation di 25 minuti durante la sua première e un’altra durante la cerimonia di premiazione.

Abraham ha utilizzato il palco per denunciare la situazione in Palestina, parlando di omicidi sistemici e della deumanizzazione dei palestinesi. Ha criticato i politici e i giornalisti israeliani che attaccano il film senza averlo visto e ha invitato il pubblico a guardare la realtà.

Altri premi e dichiarazioni significative

Il Leone d’argento per la regia è andato a Ilya Khrzhanovski per Dau un film girato in Ucraina. Khrzhanovski ha dedicato il premio agli ucraini che stanno combattendo per la loro libertà.

La Coppa Volpi per il miglior attore è stata assegnata a John Malkovich per Wild Horse Nine mentre la Coppa Volpi per la miglior sceneggiatura è andata a Stéphane Brizé per Un bon petit soldat. Brizé ha parlato del profitto che fabbrica sofferenza e del fascismo che risorge.

Il Premio Marcello Mastroianni per la miglior attrice emergente è stato assegnato a Malou Khebizi per 15/18 (A Place to Heal) mentre il Premio Venezia Opera prima è andato a Auguste Bernard Kouemo Yanghu per La Maison du vent.

La cerimonia di premiazione ha messo in luce non solo il talento dei vincitori, ma anche la loro volontà di usare la piattaforma del Festival di Venezia per parlare di questioni sociali e politiche urgenti.

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