Il Comune di Venezia ha emanato un’ordinanza che vieta l’esercizio della caccia, l’addestramento e l’allenamento dei cani da caccia in un’area specifica tra Mestre, Campalto e Favaro. Il provvedimento, in vigore dal 20 settembre 2026 al 31 gennaio 2027 riguarda una zona caratterizzata da una elevata densità abitativa insediamenti produttivi, attività di culto e strade a forte percorrenza.
Questa decisione è stata presa in risposta alle numerose segnalazioni dei cittadini negli anni precedenti, relative alla presenza di cacciatori troppo vicini alle abitazioni e alle vie pubbliche. La conformazione del territorio e la frammentazione degli spazi, utilizzati quotidianamente dai residenti per attività lavorative, sportive e ricreative, rendono l’attività di sparo potenzialmente non sicura e fonte di allarme sociale nonostante il rispetto formale delle distanze minime stabilite dalla legge.
Le ragioni del divieto
La zona interessata dal divieto è stata identificata come particolarmente critica a causa della sua densità abitativa e della presenza di numerose infrastrutture pubbliche e private. Le segnalazioni dei cittadini hanno evidenziato situazioni di pericolo e disagio, soprattutto durante le stagioni venatorie precedenti. Il Comune ha quindi deciso di intervenire per garantire la sicurezza e la tranquillità dei residenti.
Il provvedimento è stato già adottato con successo nelle stagioni venatorie 2024-2025 e 2025-2026 dimostrando la sua efficacia nel ridurre i rischi legati all’attività di caccia in aree urbane. La data di partenza del divieto coincide con l’apertura generale della caccia fissata dalla Regione Veneto.
Le sanzioni per i trasgressori
I trasgressori del divieto rischiano sanzioni di natura penale, in quanto il mancato rispetto dell’ordinanza costituisce violazione dell’articolo 650 del codice penale. Questo articolo prevede sanzioni per chiunque non osservi un provvedimento di autorità finalizzato a prevenire un pericolo per la sicurezza pubblica.
Il Comune di Venezia ha quindi adottato un approccio proattivo per garantire la sicurezza dei suoi cittadini, intervenendo in una zona ad alto rischio con un provvedimento che ha già dimostrato la sua efficacia in passato. La speranza è che questo divieto contribuisca a ridurre gli incidenti e a migliorare la qualità della vita dei residenti.



