20 Settembre 2026 ☁ 24°

Murder di Tarna, droga e accusa di omicidio volontario a Venezia

Il caso Tarna: ex vigile, droga, sequestro e omicidio, ora verso il processo.

Murder di Tarna, droga e accusa di omicidio volontario a Venezia

Il caso che ha scosso la zona di Mestre e le comunità di Mira e Venezia riguarda la morte del giovane barista moldavo Sergiu Tarna, venticinquenne, avvenuta nella notte tra il 30 e il 31 dicembre dello scorso anno. Le autorità hanno identificato come principale responsabile l’ex agente di Polizia Locale Riccardo Salvagno, 40 anni, arrestato all’inizio del 2024 con l’accusa di omicidio volontario. Accanto a lui, è stato trattenuto anche Andrea Vescovo, 38 anni, residente a Spinea, ritenuto complice di alcuni dei reati contestati. La vicenda si è rapidamente intrecciata con elementi di droga, uso di armi di ordinanza e un complesso percorso giudiziario ancora in corso.

Le indagini, condotte dal pubblico ministero Christian Del Turco, hanno portato alla depositazione degli atti preliminari, che ora sono a disposizione degli avvocati difensori – Guido Galletti per Salvagno e Fabio Crea per Vescovo – per essere esaminati entro un termine di venti giorni, come previsto dal Codice di procedura penale. Durante questo periodo, le difese potranno richiedere copie dei documenti, presentare memorie, produrre indagini difensive o chiedere un interrogatorio al magistrato. Al termine di questo iter, il procuratore deciderà se chiedere il rinvio a giudizio per i due indagati, aprendo così la strada a un eventuale processo.

Ricostruzione del sequestro e dell’omicidio

Nella notte di Capodanno, Sergiu Tarna fu avvicinato da due individui che lo costrinsero a salire su una Volkswagen Polo, identificata successivamente come appartenente a Salvagno. Il veicolo si indirizzò verso un campo agricolo di Malcontenta, posto a cavallo tra i comuni di Mira e Venezia, dove il giovane fu tratto in ostaggio. Una volta giunti sul luogo, il rapitore aprì il fuoco, colpendo la testa di Tarna con una pistola di ordinanza, provocandone la morte sul colpo. Il delitto è stato definito sequestro di persona seguito da omicidio volontario da parte delle autorità giudiziarie.

Le registrazioni delle telecamere

Le riprese delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona hanno catturato l’intervento di due figure che forzavano l’ingresso di Tarna nell’auto. Il volto di Salvagno è apparso chiaramente, mentre quello di Vescovo non è stato identificato direttamente; la sua presenza è stata ricostruita grazie all’analisi dei dati delle celle telefoniche, che hanno tracciato il percorso compiuto dal veicolo dopo il delitto. Queste prove visive hanno costituito la spina dorsale delle prime indagini, consentendo di collegare il veicolo di proprietà di Salvagno al luogo del crimine.

Accuse, aggravanti e ruolo della cocaina

Oltre alle accuse di omicidio volontariosequestro di persona e peculato per l’uso di una pistola di ordinanza, al quarantenne è stata aggiunta l’aggravante legata al consumo di cocaina. Secondo gli inquirenti, Salvagno avrebbe assunto deliberatamente una dose di mezzo grammo di cocaina poco prima di mettere in atto il sequestro, con l’intento di alterare le proprie capacità cognitive. Questa ipotesi è stata sostenuta da testimonianze e da risultati di esami tossicologici effettuati poco dopo l’arresto, che hanno confermato la presenza della sostanza nel sangue del sospetto.

Le perizie psicologiche

Le perizie effettuate a fine luglio hanno evidenziato un quadro di intossicazione cronica da stupefacenti e di paranoia persistente in Salvagno. Gli esperti hanno avanzato la tesi di una possibile infermità mentale legata all’abuso di alcol e droga, sostenendo che tale condizione potesse pregiudicare la sua capacità di intendere e volere al momento del fatto. La difesa di Salvagno, guidata da Guido Galletti, intende sfruttare questi risultati per far valere il difetto di imputabilità, chiedendo un esonero dalla responsabilità penale. Per Vescovo, la difesa avanza che la sua presunta complicità sia incompatibile con una eventuale detenzione carceraria, a causa delle sue condizioni fisiche e psicologiche.

Fase processuale: indagini, difese e prospettive

Il deposito degli atti da parte del sostituto procuratore ha messo a disposizione di entrambe le parti l’intero fascicolo investigativo. Entro i venti giorni previsti, gli avvocati potranno estrarre copie, presentare memorie difensive e introdurre eventuali indagini proprie. Nel frattempo, la magistratura sta valutando se le prove raccolte, incluse le testimonianze, i video e le perizie, siano sufficienti a chiedere il rinvio a giudizio per i due imputati.

Le richieste della difesa

Giuseppe Galletti ha chiesto la possibilità di interrogare il pubblico ministero per chiarire le motivazioni alla base dell’aggravante droga, sostenendo che l’assunzione di cocaina non abbia influito sulla capacità decisionale di Salvagno. Fabio Crea, difensore di Vescovo, ha proposto l’inserimento di un rapporto psichiatrico aggiuntivo per confermare l’incompatibilità della detenzione carceraria con lo stato di salute dell’accusato. Entrambe le parti attendono ora la risposta del magistrato, che potrà determinare se il caso procede verso il processo o se saranno richieste ulteriori indagini.

Nel complesso, la vicenda di Sergiu Tarna rappresenta un nodo complesso di violenza, uso di sostanze stupefacenti e dinamiche di complicità, che continuerà a essere seguita da vicino dalle autorità giudiziarie. Le prossime settimane saranno decisive per capire se le prove raccolte saranno ritenute sufficienti per un rinvio a giudizio, aprendo così la strada a un processo che potrebbe far luce sui comportamenti di chi, in veste di agente di ordine pubblico, ha superato i limiti della legge.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Venezia adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 34 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 20 Settembre