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Cronista minacciato: incontro con don Maurizio Patriciello a Bassano del Grappa

Nella notte un pacco esplosivo ha colpito la casa del cronista vicentino ad Enego; ieri sera don Maurizio Patriciello ha incontrato e abbracciato Adriano Cappellari a Bassano del Grappa davanti a una sala blindata dalle forze dell'ordine

Cronista minacciato: incontro con don Maurizio Patriciello a Bassano del Grappa

Un episodio intimidatorio ha scosso la comunità dei giornalisti locali: nella notte è stato compiuto un attentato incendiario davanti all’abitazione di Adriano Cappellaricronista vicentino residente a Enego sull’Altopiano di Asiago. Le immagini di sorveglianza mostrano una persona con il volto coperto che lascia a terra un pacco poi esploso, mentre in mano pare avesse anche una pistola. L’episodio ha fatto seguito a precedenti minacce ricevute sia dal giovane che dal sacerdote noto per la sua battaglia contro la camorra.

Ieri sera, nonostante il clima di tensione, don Maurizio Patriciello — il parroco anticamorra di Caivano — ha mantenuto l’appuntamento pubblico a Bassano del Grappatenutosi agli impianti sportivi di Santa Crocedove ha incontrato e abbracciato il giornalista in un clima protetto e presidiato dalle forze dell’ordine.

Dettagli sull’attentato a Enego e sulle minacce precedenti

L’azione violenta contro la casa del cronista è stata l’ultimo atto di una escalation di intimidazioni: ieri sera un pacco esplosivo ha causato fiamme che hanno illuminato la strada del paese. Nella missiva ritrovata davanti all’abitazione erano contenute minacce rivolte anche a don Patriciello e alla premier Giorgia Meloni. Il giovane, collaboratore del quindicinale L’Altopianoera già stato destinatario di una lettera che accompagnava un suo articolo e lo invitava a smettere di scrivere.

Contestualizzazione dei precedenti

La vicenda trae origine anche da una foto del ventenne insieme a don Patriciello e da articoli di solidarietà pubblicati dopo che al sacerdote era stata recapitata una pallottola. In estate del 2026 il parroco era stato ospite a Enego per un incontro organizzato dal Tavolo della Legalitàevento che aveva ribadito la necessità di contrastare le organizzazioni mafiose anche fuori dalla Campania. Da allora sono arrivate intimidazioni formali alla redazione locale: “Se non fate tacere Cappellari, lo faremo noi, e sarà molto peggio”.

La risposta pubblica: Bassano del Grappa e parole di solidarietà

La scelta di non cancellare l’incontro a Bassano del Grappa è stata motivata dallo stesso don Patriciello come un segnale di resistenza civile. “La cosa migliore da fare era venire qui a Bassano”, ha detto il sacerdote, che ha aggiunto di non riuscire a capire le ragioni dietro le intimidazioni: “Non so chi sia l’autore: un folle, un mitomane, non so cosa pensare”. Alla manifestazione Cappellari era seduto in prima fila e ha ricevuto un lungo applauso dai presenti.

Il parroco ha ammonito il giornalista sul bisogno di cautela: “dirò di essere prudente”, ha dichiarato, ricordando al contempo che “dove ci sono i soldi ci sono i camorristi, i mafiosi e gli ‘ndranghetisti”. Don Patriciello ha anche riferito di aver pensato a ipotesi legate a interessi illeciti insediatisi nella zona e alla possibilità che la sua presenza dia fastidio a chi ha interessi criminali: “Le minacce sono comunque di stampo camorristico”.

Azioni istituzionali e reazioni

Sono state presentate denunce alla Polizia di Stato contro ignoti e le autorità hanno espresso vicinanza al cronista. In aggiunta, la presidente del Consiglio ha definito inaccettabili le minacce rivolte a Cappellari, sottolineando che si tratta di un attacco alla libertà di stampa e di informazione. Nel frattempo la sorveglianza e le indagini sono attive per individuare gli autori dell’attentato e dei messaggi intimidatori.

Lo svolgimento dell’incontro a Santa Croce, con la presenza fisica del parroco e il sostegno pubblico al giornalista, rappresenta una risposta civile che unisce chi denuncia e chi sostiene la legalità contro le pressioni criminali. Sullo sfondo restano però le domande sull’origine delle minacce e sulla reale portata della rete intimidatoria che ha preso di mira persone che si sono esposte contro le mafie.

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