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Venezia batte Virtus 89-85 e si porta sul 2-1, sabato il primo match point

Venezia si impone 89-85 sulla Virtus Bologna il 4 giugno 2026 al Taliercio, trascinata da Amedeo Tessitori e da una ripresa difensiva che ribalta il primo vantaggio bolognese; Carsen Edwards segna 31 punti ma non evita la sconfitta.

Venezia batte Virtus 89-85 e si porta sul 2-1, sabato il primo match point

Il 4 giugno 2026 il Taliercio ha vissuto una serata intensa: l’Umana Reyer Venezia ha piegato la Virtus Bologna 89-85 in gara-3 della semifinale di Serie A, portandosi sul 2-1 nella serie e guadagnando il primo match point per la finale scudetto. La partita ha avuto più volti: un avvio di dominio bianconero guidato da Carsen Edwards, la reazione lagunare orchestrata da Amedeo Tessitori e un finale deciso da alcuni canestri pesanti e da episodi arbitrali.

Primo tempo: Virtus vola, Edwards protagonista

La Virtus ha iniziato con grande intensità e al termine del primo quarto era avanti 28-16, spinta dalle triple e dalle penetrazioni di Carsen Edwards. Al termine del primo tempo Edwards aveva già messo 19 punti, con un bilancio impressionante dall’arco. Bologna ha mostrato un attacco rapido e preciso, riuscendo a costruire un vantaggio massimo di circa 12 punti nei primi dieci minuti, costringendo Venezia a riorganizzarsi in difesa e a cercare soluzioni diverse in attacco.

Nella prima metà di gara il capitano lagunare Amedeo Tessitori ha comunque prodotto cifre significative (14 punti e 9 rimbalzi all’intervallo) e alcuni tiri dall’arco di Bowman e Wiltjer hanno contribuito a comprimere lo svantaggio. All’intervallo il punteggio segnava 45-40 per la Virtus, con Bologna ancora avanti ma senza aver chiuso definitivamente la contesa.

Ripresa e quarto periodo: la rimonta definitiva della Reyer

Nella ripresa Venezia è entrata sul parquet con un altro ritmo, sfruttando le transizioni e la pressione difensiva che ha provocato alcuni errori bolognesi. Un parziale nel terzo periodo ha permesso alla Reyer di prendere il comando e trovare spazi per Tessitori e Parks vicino a canestro. Il doppio play veneziano ha funzionato: Cole ha saputo impostare e Candi ha capitalizzato quando chiamato in causa.

Fattori chiave della svolta

Il cambio di inerzia è arrivato anche dopo un episodio di contatto a inizio quarto periodo, quando Daniel Hackett è stato espulso a seguito di una collisione testa a testa con Matteo Candi: l’arbitro, dopo la review, ha decretato l’allontanamento, e Candi ha trasformato i liberi che valevano il massimo vantaggio per Venezia. Da lì la Reyer ha costruito un vantaggio che è arrivato anche a +11 (76-65), grazie a una fase offensiva corale e a triple decisive di Candi e Parks.

Nonostante la rimonta, la Virtus non si è arresa: con altro ritmo in transizione, le triple di Edwards e Niang e i punti dentro l’area di Diouf, Bologna è risalita fino al -2 a pochi minuti dal termine. Tuttavia i canestri in penetrazione di Bowman nel finale hanno tagliato le gambe agli ospiti: due giocate decisive che, sommate alla tenuta difensiva negli ultimi possessi, hanno sigillato il 89-85 finale.

Numeri, protagonisti e prospettive della serie

Sul piano statistico spiccano alcune cifre: Carsen Edwards ha concluso con 31 punti, di cui molte triple a segno, mentre per Venezia il massimo realizzatore è stato Amedeo Tessitori con 22 punti e 10 rimbalzi, registrando la sua prima doppia doppia di rilievo in questa serie. Bene anche Parks con 15 punti e Cole con 13. Dall’altra parte si sono distinti anche Diouf (14) e Saliou Niang (11).

La partita ha evidenziato anche il peso delle palle perse: la Virtus ha pagato caro i numerosi turnover, soprattutto nella ripresa, che hanno facilitato le opportunità in contropiede della Reyer. Con il 2-1 nella serie, Venezia avrà il primo match point in gara-4in programma sabato sera al Taliercio; la Virtus sarà invece costretta a vincere per restare viva e riportare la serie a Bologna per la quinta partita.

In chiave tattica la serata ha confermato l’importanza di equilibrio tra produzione dall’arco e attenzione alle palle perse, oltre al peso delle scelte difensive nel finale: la Reyer ha dimostrato capacità di adattamento e una profondità di roster che può rivelarsi determinante nelle prossime sfide.

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