Attimi di forte tensione nel centro storico di Venezia dove la prontezza di due operatori della polizia locale ha evitato esiti drammatici per una bambina di due anni. L’intervento è avvenuto nei pressi del Ponte degli Scalzi all’imbocco di Lista di Spagna, mentre gli agenti erano impegnati nei controlli sul contributo di accesso alla città. Le grida della madre hanno richiamato immediatamente l’attenzione dei vigili, che hanno capito che la situazione era critica.
In quei momenti concitati uno degli agenti ha praticato la manovra di Heimlich una tecnica di primo soccorso fondamentale per liberare le vie aeree in caso di ostruzione. Dopo pochi istanti la bambina ha espulso il frammento di melone che la stava soffocando, ha ripreso a respirare e ha iniziato a piangere. Sul posto sono arrivati poco dopo i sanitari del 118 che hanno constatato il buono stato di salute della piccola.
Intervento degli agenti Mattia Visentin e Fabio Zancolò
L’episodio coinvolge gli agenti Mattia Visentin e Fabio Zancolò in servizio quel giorno nella zona d’accesso al centro. Alla vista della madre che urlava, i due operatori si sono avvicinati e hanno subito valutato la gravità della situazione, coordinando le azioni mentre uno di loro allertava il 118. La manovra di Heimlich praticata con decisione ha liberato le vie aeree: la bambina, di nazionalità inglese e di età approssimativa di due anni, ha sputato il pezzo di frutto e ha potuto respirare di nuovo.
Tempi e ruoli durante l’emergenza
La tempestività è stata cruciale: mentre uno degli agenti eseguiva la manovra di disostruzione delle vie aeree il collega si è occupato di mantenere calma la madre e di predisporre l’arrivo dei soccorsi. L’azione combinata ha permesso di gestire la situazione in pochi minuti, fino all’arrivo dei sanitari che hanno effettuato ulteriori controlli. L’episodio dimostra come la formazione al primo soccorso possa fare la differenza in scenari in cui ogni secondo conta.
Riconoscimenti istituzionali e ricostruzione dell’episodio a Mestre
Il racconto dell’intervento è stato ricostruito il 7 luglio in Comune a Mestre dove gli agenti hanno incontrato il sindaco simone venturini e la vicesindaca con delega alla polizia locale, Francesca Zaccariotto. In quella sede il gesto è stato definito di grande professionalità e lucidità, sottolineando come la preparazione e l’addestramento siano elementi chiave per rispondere correttamente alle emergenze che possono presentarsi in luoghi pubblici o abitazioni private.
Le autorità hanno espresso apprezzamento per la prontezza dei due vigili, ribadendo l’importanza dei corsi di primo soccorso nei corpi di polizia locale e nelle comunità. L’episodio si inserisce in un contesto più ampio che mette in evidenza quanto la formazione pratica su tecniche come la manovra di Heimlich sia ormai una competenza essenziale per chi svolge attività di pubblica sicurezza e controllo del territorio.
Importanza della formazione al primo soccorso
La vicenda riporta l’attenzione sul valore della preparazione pratica ai soccorsi: conoscere procedure come la disostruzione delle vie aeree può consentire a chiunque, non solo agli operatori di polizia, di intervenire efficacemente in caso di soffocamento. In ambito scolastico e lavorativo sono in discussione iniziative volte a estendere l’insegnamento del primo soccorso, affinché più persone possano acquisire competenze utili in situazioni di emergenza.
Dalle prime ricostruzioni non risultano altri coinvolti o feriti nell’episodio: la bambina è stata affidata ai sanitari in buone condizioni e la situazione è rientrata rapidamente nella normalità. Gli agenti, dopo l’intervento e l’incontro istituzionale a Mestre, hanno ricevuto attestazioni di stima per l’operato.
Questo caso è un promemoria concreto sul ruolo decisivo della prontezza e della formazione in scenari di emergenza: una manovra eseguita correttamente e al momento giusto ha permesso di trasformare un rischio grave in un esito positivo, restituendo sollievo alla famiglia e sicurezza alla comunità.



