Il Veneto ha ottenuto un importante riconoscimento per lo stato di calamità naturale legato alla diffusione del granchio blu e alla moria eccezionale di vongole di mare. Questo passo aprirà la strada a interventi compensativi per le imprese colpite, con un impatto significativo sul settore ittico regionale.
L’assessore regionale alla pesca, Dario Bond ha espresso soddisfazione per il riconoscimento ottenuto dal Ministero dell’agricoltura e della pesca per il 2026, che accoglie la richiesta avanzata dalla Regione lo scorso febbraio. Questo provvedimento permetterà di attivare il Fondo di solidarietà nazionale a favore delle imprese colpite.
Il riconoscimento per il granchio blu
Il decreto firmato dal Ministero riconosce l’eccezionalità della diffusione del granchio blu nell’Adriatico, una specie che ha causato gravi danni alla venericoltura e alla mitilicoltura venete. La Regione Veneto ha già deliberato la richiesta di declaratoria a febbraio, e ora arriva la conferma che quella scelta era giusta e necessaria.
Le imprese che dimostreranno una riduzione della produzione nel 2026 pari ad almeno il 30% rispetto alla media del triennio precedente potranno accedere ai contributi. La Regione attiverà attraverso Avepa la procedura per la presentazione delle domande di aiuto, e trasmetterà al Ministero la richiesta delle risorse necessarie per finanziare gli indennizzi.
La moria delle vongole e l’incontro con il ministro Lollobrigida
Oltre al granchio blu, un’altra emergenza che non può essere ignorata è la moria eccezionale di vongole di mare nel tratto costiero tra le zero e le tre miglia. L’assessore Bond incontrerà a Roma il ministro Francesco Lollobrigida per chiedere un intervento straordinario anche per questa calamità.
“Il granchio blu resta una priorità, ma c’è un’altra emergenza che non può essere ignorata: la moria eccezionale di vongole di mare”, ha dichiarato Bond. “Chiederò al Ministro di chiudere in tempi brevi l’istruttoria sulla richiesta, formulata dalla Regione Veneto a novembre, di riconoscimento della calamità naturale anche per la grave moria di vongole di mare, oltre ad un adeguato finanziamento del fondo.”
Le imprese del settore stanno affrontando una crisi senza precedenti e hanno bisogno di risposte altrettanto straordinarie. Con il ministro Lollobrigida c’è un confronto serio e costante, e Bond è fiducioso che anche questa richiesta troverà ascolto.
Le reazioni del settore
Paolo Mancin, presidente del Consorzio cooperative pescatori di Scardovari, ha accolto positivamente la dichiarazione di calamità per il 2026, ma ha sottolineato il problema dei fondi per i ristori. “Ben venga la dichiarazione di calamità per il 2026, ma permane il problema dei fondi per i ristori. Stiamo aspettando le risposte alle domande presentate più di un anno fa per la stessa calamità, la loro predisposizione ci è costata parecchio in termini economici.”
Coldiretti Pesca ha ricordato anche l’accordo raggiunto tra Ministero e Regioni che consentirà di attivare la misura Feampa di circa 70 milioni di euro destinata a compensare i costi sostenuti dalle imprese a seguito della crisi internazionale e delle tensioni nell’area mediorientale.
Il piano di azione contro il granchio blu
Il granchio blu si è presentato nell’Adriatico tre anni fa, arrivando a mettere ko il 90 per cento di produzione di vongole. Nel 2026 il Governo ha nominato l’ex prefetto di Rovigo Enrico Caterino commissario straordinario al granchio blu, con una dotazione di 10 milioni di euro fino al 31. Il piano di azione in origine prevedeva la lotta selettiva alle femmine, capaci di schiudere anche 2 milioni di uova ad esemplare. Già l’anno scorso, però, si è dovuto prendere atto che era impossibile eliminare la specie.
Nel frattempo, lo scorso novembre a Porto Tolle è stato inaugurato uno stabilimento, che da settembre esporta il crostaceo in Sri Lanka, per la lavorazione del granchio blu. Questo rappresenta un tentativo di trasformare una minaccia in un’opportunità economica.



