L’evento si è svolto presso la casera Schiba ospitata dal Centro di Spiritualità e Cultura don Paolo Chiavacci e ha richiamato centinaia di persone desiderose di ristabilire un contatto più profondo con la natura e con gli altri. La manifestazione, concepita come appuntamento annuale, ha puntato a coniugare riflessione spirituale e impegno sociale attraverso la musica e la parola. Ambienti semplici e voci corali hanno fatto da sfondo a interventi che hanno toccato temi di responsabilità collettiva, memoria e solidarietà, offrendo un’esperienza condivisa in uno spazio montano che favorisce l’introspezione.
Il messaggio del vescovo Michele Tomasi sull’ecologia integrale
All’iniziativa ha partecipato il Vescovo di Treviso, monsignor Michele Tomasi il quale ha richiamato l’attenzione sul concetto di ecologia integrale definendolo come l’interdipendenza tra cura dell’ambiente, giustizia sociale e pace. Nel suo intervento è emersa la necessità di rispettare il creato non solo per estetica o tradizione, ma come dovere verso le future generazioni, enfatizzando il legame tra tutela ambientale e responsabilità verso i più fragili. Le parole del vescovo hanno invitato i presenti a considerare le scelte quotidiane alla luce di una visione che coniughi sostenibilità e solidarietà, sostenuta da una spiritualità radicata nei luoghi e nelle comunità.
Richiamo alla solidarietà e all’ascolto dei poveri
Nel corso dell’intervento è stata ribadita la necessità di «ascoltare il grido dei poveri» come parte integrante dell’agire per il creato: la proposta è che l’impegno ecologico non resti separato dal contrasto alle disuguaglianze. Questo richiamo ha messo in luce come la pace sociale e ambientale siano dimensioni connesse, e come ogni iniziativa di tutela debba comprendere la promozione della dignità umana. L’appello del vescovo ha così dato un tono etico alla manifestazione, riconnettendo la contemplazione della natura con l’azione concreta verso le persone in difficoltà.
La musica corale: cori di montagna, memoria e solidarietà
La parte musicale dell’evento è stata guidata dal Coro Alpino Montecastel di Crespano del Grappa e dal Coro Ana di Oderzo i quali hanno proposto un repertorio incentrato su canti di montagna pezzi di memoria e brani che richiamano valori di mutuo sostegno. Le esecuzioni corali hanno svolto una funzione narrativa, riportando all’importanza delle radici locali e delle storie condivise, e hanno permesso ai partecipanti di vivere momenti di forte condivisione emotiva. Le voci, unite al paesaggio circostante, hanno creato un’atmosfera che ha facilitato la riflessione sui temi proposti durante l’incontro.
Ruolo dei cori nella valorizzazione del territorio
I cori coinvolti non sono stati solo esecutori musicali, ma anche interpreti della memoria collettiva del territorio: attraverso canti di montagna e brani di solidarietà, hanno portato in primo piano storie e valori locali. La scelta di un repertorio legato alla montagna e alla comunità ha reso evidente come la musica possa funzionare da ponte tra la dimensione spirituale dell’evento e l’impegno civico richiesto dai temi ambientali e sociali. L’accompagnamento corale ha
Nel complesso, l’incontro alla casera Schiba ha combinato riflessione, canto e presenza comunitaria in un contesto che incarna il legame tra natura, fede e solidarietà. La scelta del Centro di Spiritualità e Cultura don Paolo Chiavacci come sede ha sottolineato la dimensione educativa dell’iniziativa, mentre la partecipazione di centinaia di persone ha testimoniato l’interesse diffuso verso tematiche che intrecciano tutela dell’ambiente e attenzione ai più vulnerabili. L’evento ha così consolidato la tradizione dell’appuntamento annuale, confermandosi come momento di incontro e di richiamo civile per la comunità di Crespano di Pieve del Grappa e dei territori limitrofi.



