Il Veneto sta affrontando una grave crisi idrica, con il 42% dell’acqua immessa in rete che va persa a causa di infrastrutture obsolete. La situazione è aggravata dalla siccità estiva, che ha portato la Regione a dichiarare lo stato di emergenza e a stabilire una turnazione nell’irrigazione dei campi. Le perdite idriche, pari a 154 litri per cittadino hanno un impatto economico di 758 milioni di euro.
Le cause della dispersione idrica
La dispersione idrica in Veneto è dovuta a rotture nelle condotteimpianti vecchi e errori di misurazione dei contatori. A Venezia, ad esempio, il 41,7% dell’acqua va persa, con una media di 216 litri al giorno per abitante. La situazione è ancora più critica a Belluno, dove si perde il 64,2% dell’acqua immessa in rete.
I dati regionali
I dati più allarmanti arrivano da Belluno, dove su 678 litri pro capite immessi nella rete, ne vengono persi 435. Anche Venezia e Rovigo sono in una situazione critica, con rispettivamente il 41,7% e il 37,4% di dispersione. Verona si attesta al 34,9% mentre Padova al 30,6%. Le situazioni più virtuose riguardano Vicenza e Treviso, con rispettivamente il 21% e il 18,4% di dispersione.
Gli interventi in corso
Per affrontare la crisi, la Regione ha stanziato 399 milioni di euro per interventi mirati. A Venezia, Veritas ha avviato un piano di interventi da 121,5 milioni di euro negli ultimi tre anni, finanziati per più della metà dal Ministero dell’Ambiente. L’obiettivo è rendere la rete profondamente efficientata entro la fine del 2026. A questi si aggiungono 76 milioni di euro per la manutenzione delle reti e infrastrutture, con la messa in servizio della nuova centrale idrica al Tronchetto.
Le conseguenze economiche
La dispersione idrica ha un impatto economico significativo. In Italia, nel 2026, sono stati persi 3,8 miliardi di metri cubi di acqua, con un costo stimato di 9,8 miliardi di euro. Il Veneto, con 312 milioni di metri cubi di acqua dispersa, ha un impatto economico di 758 milioni di euro. Le micro e piccole imprese manifatturiere, che dipendono massicciamente dall’acqua, sono tra le più colpite.
Per affrontare la crisi idrica, è necessario realizzare nuove infrastrutture come vasche di laminazione, trincee drenanti, invasi e grandi adduzioni. Inoltre, è fondamentale raccogliere l’acqua piovana, oggi recuperata solo per il 10%. Questi interventi sono essenziali per garantire la disponibilità di acqua per famiglie e imprese, soprattutto durante le estati siccitose.



