La Laguna di Venezia sta vivendo una trasformazione visiva e ecologica: il numero di fenicotteri che frequentano le sue acque è salito in modo marcato, tanto da rendere il rosa del piumaggio un elemento familiare nell’arcipelago lagunare. Dopo avvistamenti sporadici, la presenza degli uccelli è diventata stabile in diverse aree, dalla città di Venezia alle zone umide di Cavallino-Treportifino a località come JesoloCaorle e Bibione. A conferma dell’espansione, l’ultimo monitoraggio ha contato quasi 24 mila esemplari svernantivalore che segna un aumento di circa 6 mila individui rispetto all’anno precedente e posiziona la laguna tra i principali siti mediterranei per la specie.
Lio Piccolo: il punto di osservazione più emblematico
L’area di Lio Piccolo è diventata un punto di riferimento per chi vuole vedere da vicino i fenicotteri. Questo piccolo borgo, immerso in un reticolo di canali e bareneospita centinaia di uccelli per gran parte dell’anno; la strada panoramica che conduce al luogo è spesso percorsa da fotografi e appassionati di birdwatching. Le ore migliori per l’osservazione restano l’alba e il crepuscolo, momenti in cui la luce esalta i toni del piumaggio e gli animali sono più attivi. Nelle immagini che documentano la presenza stabile degli esemplari compare anche il nome del fotografo Andrea Basso, che ha immortalato scene della vita quotidiana dei gruppi nella laguna.
Distribuzione nelle barene della Laguna Nord, isole e valli da pesca
Più del 90% dei fenicotteri censiti durante l’inverno si concentra nella laguna settentrionaledove si estendono vaste barene naturali: isolotti di limo e argilla che emergono alla bassa marea e che offrono riposo e zone di alimentazione. Questi ambienti sono cruciali non solo per i fenicotteri ma anche per molte altre specie acquatiche, poiché le acque poco profonde e salmastre favoriscono la presenza di organismi ricchi di carotenoidi, i pigmenti responsabili della colorazione rosa del piumaggio.
Osservazioni a Burano e Murano
Anche le rive di Burano e Murano sono diventate punti utili per gli avvistamenti: da percorsi lagunari e banchine è possibile vedere gruppi che si muovono nei bassi fondali alla ricerca di cibo, spesso in compagnia di aironi e cavalieri d’Italia. Queste zone urbane-lagunari offrono scenari in cui il codice visivo della città si intreccia con quello della fauna, permettendo osservazioni a distanza ragionevole senza disturbare gli uccelli.
Le valli da pesca come habitat semi-naturale
Le tradizionali valli da pesca veneziane, con i loro argini e specchi d’acqua gestiti storicamente per la pesca, sono un altro ambiente molto frequentato. Queste aree offrono acque poco profonde e abbondanza di piccoli crostacei e molluschi, risorse alimentari fondamentali per i fenicotteri durante il periodo di svernamento. Proprio nelle valli si concentra una parte significativa della popolazione invernale, contribuendo alla sensazione che la laguna sia oggi un rifugio stabile per la specie.
Fenicotteri oltre Venezia: Jesolo, Caorle e Bibione
Negli ultimi anni i fenicotteri non sono rimasti confinati alla sola area urbana e alla Laguna Nord: gruppi sempre più numerosi vengono segnalati nelle zone umide costiere di JesoloCaorle e Bibione. Questa espansione geografica testimonia la capacità della specie di sfruttare ambienti salmastri e bassi fondali distribuiti lungo la costa, ampliando il raggio di presenza all’interno dell’area veneta e offrendo nuove opportunità di osservazione anche fuori dal perimetro lagunare tradizionale.
Le ragioni di questo insediamento stabile sono molteplici: la combinazione di acque salmastrebarene emergenti, valli da pesca e bassi fondali fornisce alimento e riparo, mentre gli interventi di recupero ambientale realizzati negli ultimi anni hanno contribuito a migliorare le condizioni degli habitat naturali. La presenza complessiva di quasi 24 mila fenicotteri nella Laguna di Venezia è quindi il risultato di fattori ecologici, gestionali e di tutela che hanno favorito la specie, la cui altezza media può raggiungere i 150 centimetri e l’apertura alare supera spesso i due metri. Questa combinazione di numeri, luoghi e interventi rende la laguna un esempio significativo di successo per la conservazione della biodiversità nel paesaggio costiero italiano.


