La città di Chioggia è in lutto per la scomparsa di Gino Ardizzon, capo squadra dei Vigili del Fuoco, deceduto il 14 luglio 2026 all’ospedale di Chioggia a seguito di un grave incidente in bicicletta avvenuto a metà giugno. Ardizzon, 58 anni, lascia la moglie e due figlie, oltre a una comunità che lo ricorda con affetto e stima.
L’incidente è avvenuto una domenica di metà giugno in via San Marco a Sottomarina, nei pressi di campo Cannoni. Alcuni passanti hanno trovato Ardizzon riverso a terra, gravemente ferito alla testa e con una copiosa perdita di sangue. Accanto a lui c’era la sua bicicletta, anch’essa a terra. I soccorsi del 118 sono giunti sul posto in pochi minuti, ma la gravità delle ferite ha reso necessario un immediato trasferimento all’ospedale dell’Angelo di Mestre, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico.
Una vita dedicata al servizio
Gino Ardizzon è entrato nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nell’ottobre del 1997. Per diciotto anni ha prestato servizio presso la sede di Venezia centro storico, per poi essere assegnato al distaccamento di Chioggia. Nel 2019 è stato promosso capo squadra e ha lavorato presso il Comando di Brescia, prima di fare ritorno a Venezia e stabilirsi definitivamente a Chioggia nel 2026.
Ardizzon era conosciuto e stimato in tutta Italia per la sua professionalità e competenza, soprattutto nel campo della formazione del personale. Ha rappresentato con orgoglio il Veneto in numerosi Campionati Italiani dei Vigili del Fuoco di calcio, distinguendosi per lo spirito di squadra e l’attaccamento al Corpo.
Un impegno sociale senza pari
Oltre al suo impegno professionale, Gino Ardizzon era profondamente impegnato nella parrocchia della Navicella di Sottomarina, dove collaborava con il gruppo Scout e partecipava a numerose attività parrocchiali. La sua generosità e disponibilità lo hanno reso una presenza preziosa nella comunità, sempre pronto a servire il prossimo con dedizione.
Il Comando dei Vigili del Fuoco di Venezia e la direzione interregionale del Veneto e Trentino Alto Adige si sono stretti in un profondo abbraccio attorno alla famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che lo hanno stimato. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e lavorare al suo fianco.



