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La bandiera palestinese e i film in concorso alla Biennale di Venezia 2026

Greta Scarano, co-conduttrice della Mostra del Cinema di Venezia, mostra un ventaglio simbolo della resistenza palestinese. Venice4Palestine chiede la bandiera palestinese al Lido.

La bandiera palestinese e i film in concorso alla Biennale di Venezia 2026

La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, giunta alla sua 83/a edizione, è stata teatro di un gesto simbolico forte. Greta Scarano, attrice e regista italiana, ha mostrato un ventaglio con una fetta di anguria, diventato simbolo della resistenza palestinese. Il gesto è avvenuto durante il photocall sulla spiaggia dell’Hotel Excelsior al Lido, alla vigilia dell’inizio del festival, previsto per il 2 settembre.

Greta Scarano, co-conduttrice con Nicolas Maupas delle serate di apertura e chiusura della Mostra, è da tempo impegnata nella difesa della Palestina e di Gaza. Ha firmato l’appello di Venice4Palestine, che chiede, tra le altre cose, l’esposizione della bandiera palestinese alla Mostra. L’attrice ha dichiarato: “Come sapete bene, ho sempre preso posizione, non ho mai avuto paura di farlo pubblicamente. Non è cambiato assolutamente nulla, neanche adesso che ricopro questo ruolo. Non credo che io debba essere più prudente o meno coerente rispetto a quelle che sono sempre state le mie posizioni su temi che nella mia vita sono centralissimi, come il genocidio del popolo palestinese.”

L’appello di Venice4Palestine alla Biennale di Venezia

A un anno dal primo appello, Venice4Palestine si rivolge nuovamente alla Biennale di Venezia, alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e ai lavoratori del cinema, dell’audiovisivo e della cultura, chiedendo nuove azioni concrete a sostegno della Palestina. Tra le richieste, trasparenza lungo tutta la filiera cinematografica, sospensione degli accordi con enti e istituzioni legate al governo israeliano, e l’esposizione della bandiera palestinese per tutta la durata della Mostra.

L’appello è sostenuto da numerosi esponenti del cinema e della cultura internazionale, nonché da associazioni e collettivi italiani e internazionali. Venice4Palestine invita i lavoratori e le lavoratrici del cinema e dell’audiovisivo a partecipare al panel “Eppure Gaza continua a bruciare – a cosa serve vedere se non ad agire?”, in programma martedì 8 settembre alle 17.30 alla Casa degli Autori, nell’ambito delle Giornate degli Autori.

La presenza dei film palestinesi alla Mostra

In occasione della presenza in selezione ufficiale dei due film palestinesi Al Mowaten Osama di Ahmed Hassouna e Hiwar ma’ albahr di Muayad Alayan, Venice4Palestine chiede alla Mostra di issare la bandiera della Palestina a fianco di tutte le altre bandiere che rappresentano i film presenti nella selezione ufficiale. L’appello è stato firmato da personalità del calibro di Roger Waters, Annie Ernaux e Matteo Garrone.

“Per il popolo palestinese non è cambiato nulla e le lacrime non bastano ad assolverci: sono piuttosto l’evidenza che non riusciamo ad attingere con sufficiente forza al nostro potere d’azione collettivo”, si legge nell’appello. Venice4Palestine sottolinea l’importanza di isolare Israele sul piano diplomatico, culturale ed economico.

Le richieste concrete di Venice4Palestine

Venice4Palestine chiede di tracciare la filiera cinematografica per spezzare la complicità con il governo israeliano. Questo include la sospensione di ogni accordo con enti e istituzioni legate al governo israeliano. L’appello sottolinea che il boicottaggio non prende di mira l’identità in quanto tale, ma agisce sui meccanismi di complicità.

Inoltre, Venice4Palestine chiede la creazione di strumenti di tutela per i lavoratori del settore che decidono di dissociarsi dalla complicità con i crimini commessi da Israele. Questo include la necessità di un’azione comune per costruire una struttura di tutela che difenda i lavoratori del settore dai rischi professionali di un impegno concreto contro il genocidio.

Infine, Venice4Palestine esorta ogni lavoratore del cinema e della cultura a continuare a portare la Palestina sotto i riflettori della Mostra e al centro della pubblica conversazione. L’invito è rivolto a partecipare al panel “Eppure Gaza continua a bruciare”, dove saranno illustrati nuovi percorsi di azione concreta.

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