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Monumento funerario romano recuperato a Campagna Lupia torna allo Stato

Il Nucleo Tpc di Venezia ha consegnato una lastra funeraria iscritta alla Soprintendenza: dimensioni, datazione e provenienza raccontate in dettaglio

Monumento funerario romano recuperato a Campagna Lupia torna allo Stato

Il recupero di un elemento di una tomba romana ha riallacciato un pezzo di storia al territorio di Campagna Lupia. Dopo accertamenti investigativi, il frammento è stato ufficialmente consegnato alla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio di Venezia, segnando la conclusione di una complessa fase procedurale che ha coinvolto forze dell’ordine, magistratura e istituzioni locali.

Si tratta di una lastra in pietra calcarea dalle dimensioni di 90x87x14 centimetri, attribuibile alla prima metà del I secolo d.C.. La tavola conserva un’iscrizione che cita almeno tre persone e include il termine latino “viro”, utile per comprendere relazioni sociali e familiari dell’epoca. L’episodio ripropone il tema della tutela del patrimonio culturale e delle procedure per la restituzione degli oggetti illecitamente circolati.

La scoperta e le indagini

Le operazioni che hanno portato al rinvenimento e al recupero sono iniziate con un’indagine avviata nel luglio 2026, sotto il coordinamento della Procura di Venezia. Il reperto è emerso all’interno di un’abitazione privata a Campagna Lupia, dove era conservato da decenni come risultato di ritrovamenti non denunciati o di scavi clandestini avvenuti nella seconda metà del Novecento. Dopo accertamenti tecnici e verifiche storico-archeologiche, è stato stabilito il collegamento tra il manufatto e attività di ricettazione avvenute in passato.

Il ruolo del Nucleo Tpc

Ad agire sul campo è stato il Nucleo per la tutela del patrimonio culturale (Tpc) di Venezia, specializzato nel recupero di beni artistici e archeologici trafugati o illegalmente commerciati. Il Nucleo ha curato il sequestro e la successiva catalogazione dell’oggetto, predisponendo la documentazione necessaria per la trasmissione alla Soprintendenza. Questo intervento mostra come investigazione e tutela possano cooperare per ricostruire la provenienza e garantire la conservazione dei reperti.

Caratteristiche del reperto e valore storico

La lastra, realizzata in pietra calcarea, offre informazioni sia dal punto di vista epigrafico sia dal punto di vista materiale. L’iscrizione, pur frammentaria, nomina più individui: un dato che permette agli studiosi di ricostruire aspetti di struttura familiare e di onorificenze locali. La presenza del termine latino “viro” indica il riferimento a un uomo come compagno o figura di rilievo nella vita di una donna menzionata nell’iscrizione, suggerendo dinamiche sociali e relazioni personali dell’epoca.

Datazione e contesto archeologico

La cronologia assegnata alla lastra, alla prima metà del I secolo d.C., consente di inserirla in un quadro storico preciso: si tratta di un periodo in cui la committenza funeraria e le pratiche commemorative assumono forme codificate. Le analisi materiali e paleografiche hanno supportato questa attribuzione, mentre le dimensioni e l’iconografia del manufatto favoriscono confronti con altri monumenti tombali della regione veneta.

Restituzione, destinazione e prospettive di valorizzazione

Nel corso dell’iter giudiziario la Procura di Venezia ha disposto, a maggio 2026, il dissequestro e la restituzione del reperto allo Stato. Successivamente il manufatto è stato assegnato al Comune di Campagna Lupia, che ha annunciato l’intenzione di ospitarlo e valorizzarlo nel Palazzo di città. Questa destinazione punta a rendere il reperto accessibile al pubblico, inserendolo in un percorso di memoria locale e di educazione civica sul tema della tutela dei beni culturali.

La restituzione rappresenta un esito significativo per la lotta al traffico illecito di reperti e per il recupero della storia materiale del territorio. La collaborazione tra istituzioni giudiziarie, forze dell’ordine e soprintendenze costituisce un modello operativo per future azioni di recupero e restituzione di beni culturali.

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