Si è spento all’età di 54 anni Marco Rinaldi, magistrato noto per il suo impegno nella giustizia amministrativa e per la passione per la formazione. Nato ad Asti e cresciuto a Sabaudia Rinaldi viveva da tempo a Treviso e si è spento dopo alcuni giorni di ricovero all’ospedale Ca’ Foncello colpito da un male che lo ha aggredito negli ultimi mesi.
Il commiato pubblico si è concretizzato con un minuto di raccoglimento a Venezia prima delle udienze e con decine di messaggi arrivati da tutta Italia. Il calendario delle cerimonie prevede che questa sera alle 19 venga recitato il rosario e che il funerale si svolga domani venerdì alle 10,30 nella chiesa di Sant’Agnese.
Il percorso professionale e gli incarichi
La formazione accademica di Marco Rinaldi è iniziata con la laurea in Giurisprudenza conseguita nel 2000 all’Università La Sapienza di Roma ottenuta con il massimo dei voti e la lode. Dopo gli anni di attività come avvocato fino al 2006 ha intrapreso la carriera in magistratura che lo ha portato a ricoprire diversi ruoli: è stato referendario al Tar di Lecce ha svolto funzione di giudice del Lavoro a Treviso dal 2007 al 2013 e, dal 2014 ha operato come magistrato amministrativo presso il Tar di Venezia.
Prodotto di studio e impegno formativo
Nel corso della carriera Rinaldi si è distinto non solo per le funzioni giudiziarie ma anche per l’attività culturale: è stato autore di diverse pubblicazioni giuridiche, testi utilizzati anche nei corsi di formazione. La sua dedizione alla ricerca e all’approfondimento è stata più volte ricordata dai colleghi: per lui lo studio era un impegno costante e un modo per offrire decisioni ponderate e condivise.
I ricordi dei colleghi e l’eredità professionale
Le parole di chi lo ha conosciuto restituiscono l’immagine di un professionista apprezzato per competenza e umanità. Grazia Flaim presidente della Seconda sezione del Tar di Venezia ha ricordato: “Marco l’ho conosciuto 5 anni fa” e ha sottolineato come Rinaldi fosse una figura di grande spessore sia sul piano professionale che umano. “Non ricordo di averlo mai visto triste“, ha aggiunto Flaim, mettendo in evidenza l’attitudine positiva del magistrato nei rapporti con i colleghi.
La presidente ha evidenziato anche le qualità giuridiche: “Dal punto di vista giuridico era dotato di enorme acume e sensibilità” e ha ricordato come Rinaldi amasse approfondire i casi e lavorare per trovare “sempre le migliori soluzioni collegiali“. L’impegno nella formazione dei giovani magistrati è stato un altro aspetto centrale della sua attività: Rinaldi collaborava con il Centro Studi di Roma per l’organizzazione di seminari e convegni specialistici.
Segni di cordoglio e iniziative pratiche
Al diffondersi della notizia della sua scomparsa sono arrivati numerosi messaggi nella chat che raggruppa i magistrati amministrativi; come ha annunciato la presidente Flaim, tali ricordi saranno raccolti per essere consegnati alla famiglia. “È stato apprezzato in tutti i posti dove ha lavorato“, ha osservato, confermando l’unanime stima per la sua figura professionale.
Marco Rinaldi lascia la moglie Laura e il figlio Alberto a cui era profondamente legato e ai quali ha trasmesso la sua passione per la cultura e per lo sport, in particolare per il tennis. Il cordoglio si è esteso oltre i confini locali, testimoniando l’impatto del suo lavoro e della sua presenza umana nei diversi ambienti in cui ha operato.
La commemorazione pubblica a Venezia il calendario delle esequie a Treviso e la raccolta dei ricordi testimoniano la volontà dei colleghi di mantenere viva la memoria di un magistrato che ha lasciato tracce concrete nella pratica amministrativa e nella formazione delle nuove leve.



