5 Ottobre 2026 ☁ 15°

Olimpia Milano trionfa: scudetto numero 32 e triplete dopo la vittoria a Venezia

Milano espugna il Taliercio per 86-72 e si aggiudica il 32° scudetto: è il coronamento di una stagione che vale il primo triplete del club e il primo titolo di Peppe Poeta alla guida della squadra

Olimpia Milano trionfa: scudetto numero 32 e triplete dopo la vittoria a Venezia

Al Taliercio di Venezia l’Emporio Armani Milano ha messo l’ultimo punto di una stagione straordinaria: vittoria in Gara 4 per 86-72 e titolo nazionale cucito sulla maglia per la 32ª volta nella storia del club. Il trionfo chiude una corsa che include già la Supercoppa e la Coppa Italiacompletando così il primo triplete italiano dell’Olimpia.

Dietro il successo ci sono la svolta tecnica e la capacità di reagire a un’annata piena di cambiamenti: la promozione di Peppe Poeta a capo allenatore dalla panchina di fine novembre ha dato continuità a un progetto che si è concretizzato proprio nei momenti decisivi dei playoff.

La partita decisiva: come è arrivato il 86-72 al Taliercio

Gara 4 ha avuto un primo tempo equilibrato, chiuso sul 45-40 in favore di Milano grazie alla tripla sulla sirena di Quinn Ellis, un colpo che ha cambiato lo slancio emotivo della serata. Nel secondo tempo l’Armani ha progressivamente allungato: un parziale difensivo nel terzo quarto ha consentito ai biancorossi di creare il margine decisivo, limitando gli esterni veneziani e imponendo il ritmo. Nel conto finale Milano ha capitalizzato i rimbalzi offensivi (42-35) e la precisione al tiro da tre, con un contributo decisivo di Marko Guduric e Armoni Brooks.

Le chiavi tecniche del successo

Il fattore difesa è stato centrale: la squadra di Poeta ha concesso pochissimi canestri nel periodo cruciale del terzo quarto e ha chiuso ogni linea di penetrazione agli esterni della Reyer. A livello offensivo, la profondità della rotazione ha permesso di mantenere intensità anche negli ultimi minuti, con giocatori in grado di segnare dalla distanza e andare in lunetta. Guduric ha prodotto tiri pesanti quando Venezia ha provato a rientrare, mentre Brooks ha espresso continuità, conquistandosi anche il premio di miglior giocatore delle finali e della stagione regolare.

Il significato del titolo: Poeta, il roster e il contesto societario

Il successo ha diversi piani di lettura: in primo luogo segna il coronamento dell’avventura di Peppe Poeta come capo allenatore a Milano, arrivato in panchina a fine novembre e capace in meno di due stagioni di collezionare una finale scudetto, una Coppa Italia e ora lo scudetto. Poeta ha portato un approccio di gioco veloce e orientato al contropiede, privilegiando la leggerezza mentale e la corsa in campo aperto.

Dal punto di vista della rosa, la vittoria conferma il valore della profondità: giocatori come LeDay, Shields, Nebo e Ellis hanno fornito contributi fisici e difensivi, mentre Bolmaro è stato spesso il collante dalla panchina. È però chiaro che il triplete apre anche la necessità di ristrutturare la squadra: diverse pedine sono in partenza o su cui aleggia incertezza e nei prossimi giorni la società si muoverà sul mercato per confermare elementi chiave e aggiungere rinforzi già individuati.

Contesto emozionale e ricorrenze

La conquista del tricolore arriva in un anno particolare per il club, segnato dall’assenza di Giorgio Armani in tribuna dopo la sua scomparsa lo scorso settembre. Il titolo assume quindi anche valore simbolico: è la 32ª stella nel palmarès dell’Olimpia e il settimo della cosiddetta era Armani. Le immagini dei giocatori in festa, le lacrime di alcuni membri dello staff e la dedica del capitano al figlio che verrà hanno scandito il finale di una stagione intensa.

Sul piano numerico la serie si è chiusa sul 3-1 per Milano: i biancorossi hanno totalizzato nove vittorie nei playoff contro due sconfitte e hanno dimostrato una crescita offensiva durante la post season, con medie punti in aumento rispetto alla regular season. Il dato dei rimbalzi offensivi (42 per Milano contro 35 di Venezia) è uno degli indicatori che spiegano il successo: quei secondi e terzi tiri si sono trasformati in possessi decisivi nei momenti chiave.

Da domani la programmazione societaria dovrà occuparsi delle mosse di mercato: conferme, partenze e nuovi innesti per non disperdere l’ossatura che ha permesso il triplete. Ma oggi è tempo di celebrazione: per l’Olimpia si chiude una stagione storica con la gloria del tricolore cucito sulla maglia per la 32ª volta.

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