Le montagne italiane si preparano ad accogliere nuovamente Rifugiati in rifugio l’iniziativa che unisce escursionismo e dibattito sui diritti dell’immigrazione. Promossa dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e dall’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) la seconda edizione della rassegna riparte sabato 25 luglio dal Rifugio Settimo Alpini nelle Dolomiti bellunesi.
L’idea alla base del progetto è semplice ma potente: la montagna, con i suoi confini naturali e il suo spirito di solidarietà è il luogo ideale per riflettere sui temi dell’immigrazione e dell’accoglienza. Gli organizzatori hanno deciso di riproporre la formula che ha reso così speciale la prima edizione, con dibattiti civili che vedono la partecipazione di persone rifugiatestudiosi del diritto e uomini e donne di montagna.
Il programma degli incontri: da Gaza alle Alpi
Il primo appuntamento, previsto per sabato 25 luglio, avrà come tema Mappe di guerra, sentieri di pace: capire le responsabilità per costruire una pace giusta. Tra i relatori, Rozan Al-Farra studentessa palestinese arrivata da Gaza nel 2026, che porterà la sua testimonianza diretta. La giornata si concluderà con un concerto del liutista Luca Chiavinato.
Il calendario prosegue il 5 settembre al Rifugio Grauzaria in Friuli, con l’incontro La montagna delle donne: migrazione, emancipazione e libertà. Questo appuntamento metterà in dialogo il protagonismo delle donne nella cultura alpina con le esperienze delle donne migranti, attraverso testimonianze, riflessioni sul diritto internazionale e una camminata promossa dal Feminist Hiking Collective.
Dall’accoglienza alle frontiere interne
Il 3 e 4 ottobre, l’iniziativa si sposterà tra Oulx e Bardonecchia lungo una delle principali rotte attraversate da chi tenta di raggiungere la Francia. L’incontro partirà dal Rifugio Fraternità Massi centro di accoglienza per migranti, per riflettere sulle frontiere interne dell’Unione europea e sulle violazioni dei diritti umani che continuano a verificarsi lungo questi percorsi.
La seconda giornata sarà dedicata a un sonic walkscape un cammino accompagnato dalle testimonianze audio di migranti e volontari che hanno vissuto direttamente quelle esperienze.
L’obbligo di soccorso: un confronto tra mare e montagna
L’ultimo appuntamento, previsto in inverno, probabilmente al Rifugio Jervis affronterà il tema dell’obbligo di soccorso mettendo a confronto il salvataggio in mare e quello in montagna. Accanto alla riflessione giuridica e umanitaria, sarà proposto anche un laboratorio pratico dedicato alla sicurezza in ambiente innevato e alla ricerca di persone travolte da valanghe.
Il successo della prima edizione, con tutti i rifugi coinvolti che avevano esaurito i posti disponibili e dibattiti spesso proseguiti ben oltre il programma previsto, ha convinto gli organizzatori non solo a riproporre l’iniziativa, ma anche a trasformarla in un appuntamento stabile. A supportare il progetto, anche la Società Italiana di Diritto Internazionale e dell’Unione europea attraverso il Gruppo di interesse sul Diritto internazionale ed europeo della migrazione e dell’asilo.
Tutte le informazioni sugli incontri a venire saranno pubblicate sulla pagina del progetto, dove è possibile trovare anche il programma dettagliato degli appuntamenti.



