Le trattative per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico per il quadriennio 2026-2029 sono ufficialmente iniziate. Le delegazioni di FIGEC e USPI si sono incontrate a Roma il 17 luglio 2026 per discutere le proposte di sviluppo del contratto, con un focus particolare sugli adeguamenti salariali i miglioramenti normativi e l’attenzione alle testate di informazione nazionale.
La trattativa, che proseguirà a ritmo serrato, tiene conto anche delle nuove norme introdotte dalla Legge 25 giugno 2026, n. 112. Le parti coinvolte hanno espresso un atteggiamento dialogante e costruttivo, facendo ben sperare per una rapida conclusione delle trattative.
Le dichiarazioni delle parti coinvolte
Il Segretario generale USPIFrancesco Saverio Vetere ha sottolineato l’importanza del contratto, che sta riscuotendo una sempre maggiore attenzione in un settore così ampio e variegato. Il Contratto – evidenzia Vetere – sta riscuotendo una sempre maggiore attenzione in un settore così ampio da non adattarsi facilmente a forme normative rigide.
Vetere ha inoltre evidenziato che la struttura del CCNL FIGEC-USPI permette l’adeguamento a tutte le tipologie di media, vecchi e nuovi, ottenendo l’obiettivo di creare un sistema che ha l’ambizione di durare nel tempo al di là di ogni possibile crisi e di ogni possibile sviluppo tecnologico.
L’importanza della sostenibilità
Il Segretario generale FIGECCarlo Parisi ha sottolineato l’importanza di garantire ai giornalisti il miglior contratto possibile, nella consapevolezza che la sostenibilità delle aziende non è un optional. È compito di un sindacato serio non lasciare indietro nessuno, piuttosto che rischiare di rispedire migliaia di colleghi nella palude del lavoro autonomo che, in Italia, nella maggior parte dei casi significa sfruttamento e mortificazione della dignità umana e professionale.
Parisi ha ricordato che, dal 1°, FIGEC e USPI, grazie al contratto collettivo nazionale di lavoro giornalistico e all’accordo sul lavoro autonomo, hanno dato dignità e futuro a migliaia di giornalisti che, altrimenti, sarebbero stati costretti a lavorare a partita IVA, con ritenuta d’acconto o rimborso spese in aziende che, nella quasi totalità dei casi, non avrebbero potuto applicare un altro contratto di lavoro dipendente.
Le sfide del settore editoriale
Negli ultimi decenni, la crisi economica e la trasformazione radicale del sistema editoriale hanno prosciugato gli organici redazionali, provocando il collasso della gestione principale dell’INPGI che dall’1° luglio 2026 è stata assorbita dall’INPS.
Va sottolineato, infine, che nessuna azienda con contratto FIGEC-USPI ha mai fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, che falciano le retribuzioni e sono finanziati con denaro pubblico, né ha goduto di contributi stanziati dal Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.



