La storia della Malvasia è un viaggio attraverso i secoli, un filo invisibile che unisce Venezia al Levante, l’Adriatico al Mar Ionio, l’Italia alla Grecia e all’intero Mediterraneo. Questo vitigno, simbolo di un’eredità comune, continua a raccontare la storia degli uomini, dei commerci e delle contaminazioni culturali che hanno reso grande la civiltà mediterranea.
Il progetto Sulle Rotte delle Malvasie è un’iniziativa culturale e geopolitica che intende riportare al centro una delle vicende più affascinanti legate alla storia del vino. Un viaggio che non si limita a una semplice navigazione a vela o a un percorso enogastronomico, ma che si trasforma in una vera e propria esplorazione culturale.
Le origini della Malvasia e il suo legame con Venezia
Le origini della Malvasia risalgono a Monemvasia, un borgo medievale greco affacciato sul Peloponneso. Da qui, nel Medioevo, prese forma una delle vicende commerciali più fortunate della storia enologica europea. La Serenissima seppe trasformare questo vino in un prodotto d’eccellenza esportato in tutto il continente.
Già a partire dal XIII secolo, la Malvasia divenne un marchio riconosciuto e apprezzato dalle corti europee. Tra i suoi estimatori figuravano personalità come Riccardo III d’Inghilterra, il re di Francia Giorgio Plantageneto, oltre a Lutero, Dumas, Guy de Maupassant e Leonardo da Vinci. Anche Venezia conserva ancora oggi numerose testimonianze di questo legame, con calli, ponti e antiche osterie che richiamano il nome della Malvasia.
Il viaggio della Jancris: dalle coste istriane alla Dalmazia
Il ketch Jancris, con i suoi oltre 140.000 miglia nautiche navigate, è il protagonista di questo viaggio. Partito da Chioggia il 6 giugno, ha raggiunto Rovigno e, dopo aver lasciato l’Istria e il Quarnero, ha iniziato a costeggiare la Dalmazia. Le tappe del viaggio includono Venezia, Caorle, Grado, Trieste, Portorose, Pirano, Cittanova, Parenzo, Rovigno, Lussino, Zara, Sebenico, Spalato e Dubrovnik.
Durante il viaggio, la Jancris ha fatto tappa a Cittanova, una piccola perla dell’Istria croata con radici antiche. Qui, Glauco Bevilacqua, fiduciario di Slow Food Istria, ha raccontato come il vino Malvasia, arrivato da Monenvasia in Grecia, abbia trovato uno dei suoi punti di massima espressione. Purtroppo, dopo l’esodo e l’arrivo del comunismo, molti ettari di Malvasia e di ulivi sono stati abbandonati. Oggi, grazie all’Europa e alla Croazia, l’agricoltura di qualità e la riscoperta delle tradizioni stanno vivendo una nuova rinascita.
I giovani produttori di Malvasia
A Cittanova, cinque produttori imbottigliano con etichette Malvasia, la maggior parte dei quali sono giovani guidati dalla passione. Damer Mihelić della cantina Ghira ha spiegato come la Malvasia macerata e naturale, conservata anche in anfore di terracotta, stia diventando sempre più popolare. Ogni anno, la Malvasia offre una nuova interpretazione, seguendo le stagioni e le tradizioni locali.
Rovigno: la regina dell’Istria e il suo legame con la Malvasia
Poche miglia ancora e si arriva a Rovigno, la regina dell’Istria, con i suoi palazzi gotici, l’arco dei Balbi e la torre dell’Orologio sormontate da leoni alati. Fino al XVII secolo, Rovigno era un’isola dominata dal campanile della chiesa di Sant’Eufemia. Oggi, la città conserva ancora le sue tradizioni, con i pescatori che parlano in dialetto e in italiano e i bar sul lungomare che servono Malvasia.
Il sindaco Emil Nimčević ha affermato che Rovigno è una città che nasce dal mare e cresce con il mare. Gianfranca Suran, vicesindaco della città in rappresentanza della Comunità italiana, ha sottolineato l’importanza delle tradizioni locali, come la regata delle barche con vela al terzo e latina, che si tiene ogni anno in porto.
Il progetto culturale e la sostenibilità
Il progetto Sulle Rotte delle Malvasie senza confini è stato abbracciato dalla cantina Bottega, che da molti anni si impegna sul fronte della sostenibilità. La barca a vela, il mezzo più antico ed ecologico, consente spostamenti in assoluta libertà e autonomia senza alcun impatto ambientale.
Il team a bordo della Jancris è composto da personalità provenienti da ambiti differenti, tra cui il giornalista e scrittore Maurizio Crema, il filmmaker Enrico Stucco, il progettista culturale Pietrangelo Pettenò, gli armatori Alfredo e Nicoletta Giacon, Renato Carafa, presidente della Lega Navale Italiana – Delegazione Universitaria di Roma, e Patrizia Lavia, vicepresidente di Slow Food Veneto.
Il viaggio darà vita anche a un documentario della durata prevista di circa trenta minuti, che raccoglierà testimonianze di produttori, studiosi, storici ed esperti, raccontando non solo le caratteristiche dei vitigni ma soprattutto il profondo legame culturale tra Venezia e il Mediterraneo orientale.



