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Venezia: la correttezza premiata, la dipendente del vaporetto ottiene i 7mila dollari restituiti

Una dipendente del vaporetto di Venezia ha trovato una borsa con 7mila dollari e l'ha restituita. Dopo una lunga battaglia legale, ha ottenuto il rimborso del denaro.

Venezia: la correttezza premiata, la dipendente del vaporetto ottiene i 7mila dollari restituiti

In un’epoca in cui l’onestà sembra essere una virtù sempre più rara, la storia di una dipendente del vaporetto di Venezia ci ricorda che la correttezza può essere premiata. La donna, che preferisce rimanere anonima, ha trovato una borsa contenente 7mila dollari e l’ha restituita all’Ufficio oggetti rinvenuti del Comune di Venezia. Quello che sembrava un gesto semplice si è trasformato in una lunga battaglia legale che si è conclusa solo di recente.

Il ritrovamento e la restituzione

A fine estate del 2026, durante il suo turno di servizio sul vaporetto della linea 2, la donna ha trovato una borsa da donna nera in vernice lucida con frange. All’interno, oltre a trucchi e caramelle, c’erano 70 banconote da 100 dollari americani. Nonostante la tentazione di tenersi il denaro, la dipendente ha deciso di seguire la procedura prevista, consegnando la borsa all’Ufficio oggetti rinvenuti del Comune di Venezia.

La borsa è stata descritta nei verbali della Questura di Venezia e dell’azienda di trasporti veneziana Avm/Actv come contenente 70 banconote da 100 dollari americani, unitamente ad altri oggetti deteriorabili e privi di valore. La donna sapeva che, secondo il regolamento comunale, la borsa e il denaro sarebbero stati affidati all’Ufficio oggetti rinvenuti, che periodicamente pubblica l’elenco degli oggetti ritrovati all’Albo pretorio.

La battaglia legale

Trascorso un anno dall’ultimo giorno di pubblicazione dell’avviso di ritrovamento, il 5, la donna ha inviato una Pec all’amministrazione veneziana, richiedendo la restituzione del denaro in base all’articolo 929 del Codice Civile che stabilisce che il bene rinvenuto diventa di proprietà del ritrovatore se il legittimo proprietario non lo reclama entro i termini previsti.

L’Ufficio oggetti rinvenuti ha interpellato l’Avvocatura Civica del Comune di Venezia che ha respinto la richiesta, sostenendo che, trattandosi di un oggetto rinvenuto da personale di servizio non sarebbe stato soggetto alla riconsegna. La donna, però, non si è arresa e ha fatto ricorso al Giudice di Pace di Venezia che nel 2026 ha emesso un decreto ingiuntivo nei confronti del Comune per un valore di 6.452,95 euro, corrispondenti al cambio euro/dollaro, più gli interessi.

La vittoria finale

Il Comune ha scelto di opporsi al provvedimento, dando avvio a un contenzioso che si è protratto per circa due anni. Alla fine, il Giudice di Pace ha confermato integralmente il decreto ingiuntivo, riconoscendo il diritto della donna a ricevere quanto richiesto. La vicenda si è conclusa con una determina dell’Economato comunale che dispone il pagamento complessivo di 6.716,59 euro, di cui 6.452,95 euro quale capitale e 263,64 euro per interessi.

Questa storia ci ricorda che l’onestà può essere premiata, anche se a volte è necessario lottare per ottenere ciò che ci spetta. La dipendente del vaporetto di Venezia ha dimostrato che, anche di fronte alle difficoltà, la correttezza può prevalere.

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