Negli ultimi controlli nel centro storico di Venezia le autorità locali hanno intensificato i presidi in particolare nell’area di Piazza San Marco e nel Bacino Orseolo applicando il Regolamento di polizia e sicurezza urbana che disciplina la conduzione dei gruppi accompagnati. Il provvedimento stabilisce un limite massimo di 25 persone per ogni comitiva accompagnata e vieta l’uso di strumenti di amplificazione e le soste che possano creare intralcio alla viabilità pedonale.
Sanzioni per comitive numerose a San Marco e Bacino Orseolo
In un’operazione svolta all’interno del perimetro del centro storico, la polizia locale ha contestato infrazioni a gruppi turistici che superavano il numero consentito: in un intervento mattutino al Bacino Orseolo sono state multate le guide di due comitive provenienti dalla Polonia, ciascuna con oltre 50 partecipanti ritenute responsabili di creare problemi di viabilità. Dall’inizio della stagione sono state elevate sanzioni ad altre 46 figure tra guide e accompagnatori che non hanno rispettato le norme locali.
I controlli hanno evidenziato inoltre che cinque persone stavano operando come guide senza la necessaria autorizzazione: nel complesso le comitive non conformi rilevate finora avevano una composizione media di circa 40 persone con il gruppo più numeroso formato da 80 turisti. Le irregolarità contestate includevano non solo il superamento del numero massimo, ma anche l’utilizzo improprio di dispositivi di amplificazione e soste in punti critici, fattori che peggiorano il deflusso e il decoro urbano.
Obiettivi dei controlli e responsabilità degli accompagnatori
L’azione della polizia locale mira a raccogliere il rispetto del regolamento comunale volto a tutelare sicurezza e mobilità dei pedoni in aree ad alta frequentazione turistica. Le guide vengono richiamate a seguire le disposizioni che limitano le dimensioni dei gruppi e a evitare comportamenti che possano ostacolare il transito o danneggiare il patrimonio storico. L’accertamento delle autorizzazioni è parte integrante dei controlli, poiché la presenza di operatori non abilitati amplia i rischi per l’ordine pubblico e la gestione dei flussi.
Il dossier sulle locazioni turistiche: proposte, moratorie e modelli esteri
Parallelamente alle misure sul campo per regolare i gruppi accompagnati, a Venezia rimane aperta la questione della regolazione delle locazioni turistiche un tema che pesa sull’accessibilità abitativa e sulla gestione della città. La proposta avanzata nella precedente consiliatura, presentata nell’ottobre 2026, prevedeva strumenti come l’iscrizione a un registro dedicato e l’obbligo di deposito della SCIA per chi affitta per oltre 120 giorni, oltre a vincoli operativi come il check-in in presenza e la tracciabilità dei sacchetti per la raccolta differenziata.
Quella proposta non è andata a buon fine: contestazioni da parte delle associazioni dei proprietari, questioni tecniche sollevate da più gruppi politici e divergenze interne alla maggioranza hanno portato allo stop dell’iter. Anche una mozione di moratoria biennale sulle nuove locazioni non ha avuto seguito. Resta,
Esempi concreti in Italia e all’estero e il quadro normativo nazionale
Altri comuni italiani hanno già adottato misure più stringenti: a Firenze, ad esempio, è stata estesa la sospensione per l’apertura di nuove locazioni turistiche anche alle aree periferiche e semicentrali, una scelta pensata per tutelare la residenzialità e limitare la crescita dei canoni di affitto. Il provvedimento fissa eccezioni per i piccoli proprietari che non svolgono attività di natura imprenditoriale.
Sul piano internazionale, il modello di Barcellona è spesso citato come riferimento: la città catalana ha annunciato l’intenzione di non rinnovare molte licenze di affitto a breve termine per contenere l’impatto sul mercato immobiliare. A livello nazionale, negli ultimi anni si è assistito a un irrigidimento delle regole: l’introduzione del CIN (Codice Identificativo Nazionale) l’obbligo di partita IVA per chi gestisce più di tre appartamenti e norme sulla sicurezza domestica come rilevatori di gas e monossido e estintori portatili sono misure volte a contrastare l’evasione e a tutelare gli ospiti.
In assenza di una normativa quadro che ponga limiti precisi ai giorni di affitto brevi, sono i singoli Comuni a sperimentare soluzioni diversificate. A Venezia la nuova giunta si trova


