Nel centro storico di Venezia, un’azione congiunta della Guardia di Finanza e della Polizia locale di Venezia ha fatto emergere una significativa diffusione di irregolarità nelle attività ricettive. Le verifiche, svolte il 2 giugno, hanno interessato complessivamente 14 strutture e hanno portato all’accertamento di irregolarità in 12 di esse, con conseguenti contestazioni amministrative e rilievi di natura urbanistica ed edilizia.
L’intervento si è concentrato in particolare nel sestiere di Cannaregio, dove un condominio è risultato al centro di una gestione non conforme alla disciplina vigente. Le autorità coinvolte hanno sottolineato l’importanza di controlli continui per tutelare la sicurezza, la legalità e la corretta concorrenza nel settore turistico cittadino.
Il caso del condominio nel sestiere di Cannaregio
Nel corso dei sopralluoghi è emersa una situazione anomala in uno stabile del centro storico. Quattro unità abitative, formalmente inserite come locazioni turistiche, erano effettivamente utilizzate come camere collegate a una struttura alberghiera vicina. Per aumentare il numero di posti letto, sono state eliminate le cucine e i vani soggiorno, trasformando ogni ambiente in camere per gli ospiti.
Gestione unitaria e servizi incompatibili
Gli accertamenti hanno evidenziato una gestione coordinata delle quattro unità, erogando servizi e modalità operative non compatibili con la normativa regionale sulle locazioni turistiche. Tali elementi hanno fatto ritenere agli investigatori l’esistenza di una vera e propria dipendenza alberghiera formalizzata attraverso locazioni turistiche a uso residenziale.
Altre irregolarità scoperte durante i controlli
Oltre al caso nel condominio, le verifiche hanno portato alla luce altre violazioni: è stata individuata una locazione intestata a un soggetto deceduto circa due anni fa, la cui gestione era proseguita senza comunicazioni agli enti competenti e senza che il nuovo gestore risultasse conosciuto al fisco. Sono stati inoltre rilevati cinque casi di attività pubblicizzate online ma sprovviste del Codice Identificativo Nazionale (C.I.N.), obbligatorio dal 2026.
Imputazioni amministrative e importi delle sanzioni
Le irregolarità contestate hanno dato luogo a numerosi verbali amministrativi a carico di una società veneziana e di singoli gestori. Le multe complessive elevate superano i 26mila euro: in particolare, le contestazioni a carico della società ammontano a una somma superiore a 16mila euro, mentre per la locazione intestata al soggetto deceduto è stata comminata una sanzione di 2mila euro. Per le cinque locazioni prive del C.I.N. la sanzione prevista è di 1.600 euro ciascuna.
Prospettive e verifiche successive
All’attività amministrativa si affiancheranno gli ulteriori accertamenti in materia edilizia e urbanistica che saranno condotti dagli uffici competenti del Comune di Venezia. L’azione congiunta tra forze dell’ordine e enti locali è stata motivata dalla necessità di preservare la qualità dell’offerta turistica e di garantire condizioni di concorrenza regolare tra gli operatori.
Il Comune ha inoltre ribadito la volontà di intensificare i controlli in vista della stagione estiva e dell’aumento dei flussi turistici: «le attività ispettive proseguiranno senza soluzione di continuità su tutto il territorio comunale», recita la comunicazione ufficiale, a tutela dei cittadini, degli ospiti e degli operatori regolari.
Ruolo delle istituzioni e informazione ai cittadini
Le operazioni sono state segnalate anche da testate locali come VeneziaToday, che ha riportato i dettagli dell’intervento coordinato. Negli sviluppi futuri, le autorità intendono garantire che chi gestisce attività ricettive osservi gli obblighi burocratici imposti dal Ministero del turismo e dalle normative regionali, a tutela della trasparenza fiscale e della sicurezza degli ospiti.
In sintesi, i controlli hanno messo in luce pratiche diffuse di trasformazione di immobili residenziali in posti letto commerciali, gestioni non comunicate e omissioni formali legate al C.I.N. Le sanzioni già irrogate rappresentano un primo intervento sanzionatorio, mentre ulteriori accertamenti tecnici faranno luce su eventuali responsabilità urbanistiche ed edilizie.


