24 Giugno 2026 ☁ 26°

Nabucco all’Arena di Verona: spettacolo, cast e date dell’allestimento di Stefano Poda

Da venerdì 26 giugno alle 21.15 l'Arena di Verona propone Nabucco in una produzione firmata da Stefano Poda, con Michele Spotti e Sebastiano Rolli sul podio e un cast internazionale guidato da Amartuvshin Enkhbat e Maria José Siri

Nabucco all’Arena di Verona: spettacolo, cast e date dell’allestimento di Stefano Poda

Da venerdì 26 giugno alle 21.15 l’anfiteatro veronese riaccende i riflettori su Nabucco terzo titolo del 103° Arena di Verona Opera Festival. La produzione, che era già stata rappresentata nella stagione precedente, torna in scena per un totale di dieci recite distribuite fino al 9 settembre e si presenta come un evento che unisce tecnologia scenica e forte carica simbolica.

L’allestimento mette in campo risorse tecniche di grande impatto e una squadra artistica internazionale; l’intento è restituire l’epicità del dramma verdiano preservando il ruolo preminente del coro come protagonista collettivo della vicenda.

La visione scenica di Stefano Poda e la messa in scena

La regia, le scene, i costumi, le luci e le coreografie sono curati da Stefano Poda che firma un impianto visivo ricco di simboli: due semisfere luminose evocano forze contrapposte, un grande piano inclinato si trasforma in labirinto e una scala dominata dalla clessidra rappresenta il peso del tempo sulla vicenda. L’insieme di questi elementi cerca di tradurre in immagini temi come guerradeportazioneambizione e riconciliazione.

L’allestimento impiega materiali innovativi per i costumi e integrazioni luminose tecnologiche: tessuti che incorporano chilometri di luci led e soluzioni scenotecniche in grado di coinvolgere tutti i gradoni dell’Arena, fino alle parti più alte dell’anfiteatro. Sul piano coreografico sono previste sequenze con numerosi danzatori, mimi e comparse, comprese scene di combattimento coreografato.

Cast, direttori e calendario delle repliche

Per le prime sei recite la bacchetta è affidata al giovane direttore Michele Spotti che torna in Arena dopo aver diretto la Traviata inaugurale; Spotti è noto anche per incarichi internazionali, tra cui Marsiglia, e a breve sarà chiamato a nuovi impegni a Berlino. Dall’8 agosto la direzione musicale passa a Sebastiano Rolli indicato come uno dei maggiori esperti della prassi dell’opera italiana dell’Ottocento.

Il ruolo del protagonista Nabucco vede in scena, per le prime serate, il baritono Amartuvshin Enkhbat affiancato in altre date da interpreti di primo piano. La parte di Abigaille, tra le più complesse per il repertorio verdiano, è affidata inizialmente a Maria José Siri. Fenena è interpretata da Annalisa Stroppa nelle prime recite. Nel cast figurano inoltre il basso Roberto Tagliavini nel ruolo di Zaccaria e il tenore Galeano Salas come Ismaele.

Date e modalità di programmazione

Lo spettacolo inaugura il ciclo il 26 giugno alle 21.15 e replica il 41218 e 23 luglio poi il 1820 e 28 agosto fino alla serata conclusiva del 9 settembre. In questa estensione temporale il titolo si inserisce tra le principali proposte della stagione, con un impiego significativo di forze artistiche e tecniche.

Il ruolo del coro e la tradizione di Nabucco in Arena

Il Coro di Fondazione Arena preparato da Roberto Gabbiani, mantiene una funzione centrale: il dramma è infatti costruito attorno al protagonismo corale, con momenti celebri come il celeberrimo “Va’ pensiero” che sintetizza il sentimento collettivo della vicenda. Il coro accompagna l’intero svolgimento drammatico, sostenendo le gigantesche impaginazioni sceniche e musicali richieste dall’allestimento di Poda.

La relazione tra Nabucco e l’Arena di Verona è storica: il titolo debutta nell’anfiteatro nel 1938 e, ad oggi, figura come il terzo più rappresentato nella storia del Festival con 251 recite distribuite in 27 stagioni e in 13 allestimenti differenti. L’edizione firmata da Poda è presentata come una delle più ambiziose dal punto di vista tecnologico e scenografico, richiedendo l’impegno non solo dei complessi artistici ma anche dei tecnici areniani per la complessa logistica e l’occupazione estesa dei gradoni.

Concepito originariamente come tappa fondamentale nella carriera di Giuseppe Verdi, Nabucco continua a rappresentare per il pubblico un ponte tra la dimensione storica dell’opera e le possibilità espressive offerte dalle tecnologie moderne, confermando il suo ruolo di titolo centrale nelle stagioni liriche veronesi.

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