Padova ha formalizzato la propria candidatura a Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 depositando al Ministero della Cultura il progetto intitolato Ancora imparo. Esercizi di dissidenza. Al centro dell’iniziativa c’è l’intenzione di lavorare sulle potenzialità locali, mettendo in rete istituzioni, comunità e realtà creative per trasformare la città in un laboratorio interdisciplinare.
La proposta nasce da un percorso partecipato promosso dal Comune di Padova insieme a partner istituzionali e culturali, con l’obiettivo di valorizzare la lunga tradizione di libertà di pensiero e sperimentazione che da sempre caratterizza la città. Il progetto dichiara esplicitamente che non si vuole importare modelli esternima far emergere e collegare le energie già presenti nel tessuto urbano.
Direzione artistica, team e dichiarazioni pubbliche
La direzione artistica è affidata a Maurizio Cattelanaffiancato da Marta Papini e Myrian Ben Salah. I tre curatori hanno sottolineato che «Padova possiede una lunga tradizione di pensiero indipendente, ricerca e sperimentazione». Hanno spiegato inoltre che “Il nostro compito non sarà portare qualcosa dall’esterno“, ma piuttosto «mettere in relazione le molte energie già presenti in città, spesso in modo sotterraneo, collegandole tra loro e con artisti, istituzioni, comunità e reti internazionali».
L’assessore alla cultura Andrea Colasio ha ricordato le radici padovane di Cattelan e il suo ritorno a una città che negli ultimi anni è cambiata, attraversata da nuove iniziative culturali e da una rinnovata capacità di innovazione. Il progetto punta esplicitamente a dialogare con il mondo accademico e con le giovani generazioni: a Padova vivono ogni anno oltre 76.000 studenti, una cifra che il progetto considera fondamentale per le azioni di formazione e partecipazione.
Contenuti del progetto e luoghi coinvolti
«Ancora imparo. Esercizi di dissidenza» si presenta come un programma plurale che include mostrecommissioni pubblicheresidenze artisticheprogrammi educativiconferenze e produzioni editoriali. Il titolo richiama una frase attribuita a Michelangelo, ripresa da Goya e scelta da Gio Ponti per la “Scala del Sapere” di Palazzo Bosede dell’Università di Padovaa sottolineare il legame tra sapere storico e pratica contemporanea.
Tra le iniziative annunciate compare una mostra dedicata al Gruppo Nriconosciuto come una delle esperienze più significative dell’arte italiana negli anni Sessanta. L’azione progettuale intende inoltre intervenire su spazi e infrastrutture culturali, favorendo la rigenerazione di luoghi espositivi e la creazione di una geografia diffusa del contemporaneo che metta in relazione siti storici e nuovi spazi di produzione culturale.
Comitato scientifico e rete istituzionale
La candidatura è sostenuta da un comitato scientifico composto da personalità della cultura e dell’architettura: Cecilia AlemaniJosè Tolentino de MendoncaDaniela Mapelli e Renzo Piano. Questo gruppo di esperti è chiamato a dare orientamento alla proposta e a rafforzarne le connessioni internazionali.
Al sistema di governance concorrono inoltre l’Università di Padovala Diocesile fondazioni cittadine e altre realtà del territorio, supportate dal patrocinio della Regione Veneto. L’intento dichiarato è di costruire una rete stabile tra pubblico e privato capace di lasciare un’eredità culturale misurabile oltre il 2028.
Un’idea di lascito culturale
I promotori del progetto definiscono la dissidenza come «la capacità di immaginare ciò che ancora non esiste» e affermano che il lascito più importante sarà «rendere Padova ancora più consapevole delle proprie possibilità, aiutandola a continuare a trasformarsi e a non smettere di interrogarsi sul proprio futuro». In questo senso, arte contemporanearicerca e formazione sono pensate come leve per attivare processi duraturi di sviluppo culturale e sociale.
La candidatura è stata preparata attraverso un percorso partecipato che ha visto coinvolti istituzioni, associazioni e cittadini, e rappresenta una sfida strutturale per valorizzare il patrimonio culturale e accrescere l’offerta di progetti contemporanei con ricadute anche sul piano economico e turistico.


