Il XIX Simposio Cotec si è svolto a Venezia sull’isola di San Giorgio Maggiore il 17 giugno 2026, con al centro il rapporto tra intelligenza artificiale e lavoro. All’incontro hanno partecipato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella il re di Spagna Felipe VI il presidente del Portogallo António José Seguro e la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde che ha condiviso analisi sulle vulnerabilità strategiche dell’Europa. Nel corso del simposio è stato inoltre siglato un memorandum trilaterale tra le tre fondazioni promotrici.
Il tono degli interventi ha alternato riconoscimento delle potenzialità dell’IA e avvisi netti sui rischi geopolitici, economici e sociali. I relatori hanno messo in rilievo come la diffusione delle tecnologie avanzate non sia solo una questione tecnica, ma tocchi la capacità degli Stati e delle istituzioni europee di tutelare diritti, sicurezza e lavoro.
Allarme sulla concentrazione tecnologica e implicazioni di sovranità
Il presidente Mattarella ha richiamato l’attenzione sul carattere differente dell’attuale trasformazione digitale, sottolineando che l’intelligenza artificiale non riguarda soltanto mansioni ripetitive ma anche «funzioni ad alto contenuto cognitivo», come l’elaborazione di informazioni, la scrittura e il supporto decisionale. La concentrazione di potere in mano a realtà private — osservata anche dalla presidente della Bce — genera una dipendenza tecnologica che può tradursi in vulnerabilità per l’Europa.
La questione delle regole e degli spazi di competenza statale
Durante il dibattito è emersa la preoccupazione che aziende molto potenti possano agire in contrasto con norme internazionali e con le responsabilità tradizionalmente spettanti agli Stati, fino a invadere domini come lo spazio informativo e decisionale. È stata richiamata la necessità di capire da quali valori siano guidati gli algoritmi e con quali obiettivi siano programmati: in una società libera, ha detto Mattarella, la regola fondamentale è la responsabilità e il rendiconto pubblico delle scelte tecnologiche.
Appello all’Unione europea: dalle parole alle misure operative
Tutti i partecipanti hanno sottolineato che la risposta deve essere di livello europeo. Mattarella ha esortato l’Unione a superare le fasi di enunciazione di principi e a tradurre le strategie già discusse in iniziative concrete: norme applicabili, politiche industriali e investimenti in competenze. L’appello è stato rivolto anche ai governi nazionali perché lascino da parte «timidezze e riserve» che potrebbero ostacolare un’azione comune. La discussione ha insistito sulla necessità di combinare tutela dei diritti, sicurezza e promozione dell’innovazione.
Nel corso del simposio è stato riconosciuto che l’IA può offrire grandi opportunità: aumento della produttività, miglioramento dei servizi pubblici e sostegno alla ricerca. Tuttavia, i relatori hanno sottolineato il rischio di un’amplificazione delle disuguaglianze, poiché chi dispone di capitali, energia, infrastrutture dati e competenze avanzate otterrà vantaggi marcati rispetto agli esclusi. La sfida citata è quindi duplice: rendere l’innovazione inclusiva e limitare concentrazioni che compromettono l’autonomia strategica.
Nel richiamare valori etici e sociali, Mattarella ha citato l’enciclica «Magnifica humanitas» di Papa Leone XIV richiamando il principio secondo cui l’intelligenza artificiale deve rispettare le capacità umane e non ridurre la persona a elemento marginale di processi automatizzati. Questo richiamo ha servito a rinforzare l’idea che la governance tecnologica debba accompagnarsi a un’attenzione alla dignità e alla libertà dei cittadini.
La giornata veneziana ha infine prodotto un documento congiunto tra le fondazioni coinvolte: un memorandum trilaterale che declina impegni di cooperazione su ricerca, formazione e policy comune. Il messaggio politico è chiaro: per affrontare la pervasività dell’IA servono scelte legislative e pratiche coordinate a livello europeo, investimenti in capitale umano e meccanismi di controllo che garantiscano trasparenza e responsabilità.


