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Mega-yacht di Tilman J. Fertitta a Venezia per il Redentore: assemblea e critiche

Tilman J. Fertitta, ambasciatore Usa in Italia e proprietario degli Houston Rockets, è atteso a Venezia con il mega-yacht Boardwalk per il Redentore 2026; il Laboratorio occupato Morion convoca un'assemblea pubblica per il 25 giugno alle 18.30 per organizzare la protesta.

Mega-yacht di Tilman J. Fertitta a Venezia per il Redentore: assemblea e critiche

Il cuore delle polemiche è la presenza annunciata a Venezia, nei giorni del Redentore 2026 di Tilman J. Fertitta, miliardario americano noto per essere proprietario degli Houston Rockets e nominato ambasciatore degli Stati Uniti in Italia nel 2026. Secondo quanto raccolto, il suo mega-yacht Boardwalk — un’imbarcazione valutata 450milioni di dollari, lunga 117 metri, larga 18 metri e alta circa 35 metri, con due eliporti e due piscine — è programmato per sostare in laguna durante la festa.

La notizia ha subito sollevato reazioni da parte di gruppi locali: il Laboratorio occupato Morion ha indicato la probabile occupazione della riva delle Zattere come spazio simbolico che potrebbe essere interessato dalla sosta dell’imbarcazione. In risposta è stata convocata un’assemblea pubblica per il 25 giugno alle 18.30 con l’intento di coordinare una protesta e definire una «degna accoglienza» all’ambasciatore e imprenditore.

Dettagli sulla presenza del Boardwalk e sul tour celebrativo

La sosta del Boardwalk rientrerebbe in un programma più ampio chiamato Freedom 250 Coastal Diplomacy Italy tour realizzato per commemorare i 250 anni della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti e per promuovere i rapporti tra Italia e Stati Uniti. Per gli organizzatori del tour la presenza di yacht e ospiti internazionali dovrebbe essere parte di un evento diplomatico. Per gli oppositori, invece, questa operazione simbolizza un modo di fare diplomazia legato all’influenza economica di grandi patrimoni.

Impatto visivo e ordine pubblico

Un aspetto concreto che preoccupa le autorità e i residenti riguarda la possibilità che il mega-yacht oscuri parti della vista durante la notte famosissima dei fuochi del Redentore. La presenza di un’imbarcazione di quelle dimensioni, con la probabilità di ormeggio nelle vicinanze della Riva delle Zattere apre questioni pratiche di sicurezza, gestione del traffico acqueo e tutela della fruizione collettiva degli eventi pubblici.

Le ragioni della protesta e i riferimenti politici

Il Laboratorio occupato Morion ha espresso forti critiche: per gli attivisti si tratta di «un altro iper ricco che vuole utilizzare Venezia come sfondo della propria vacanza», un’affermazione che mette insieme il tema della disuguaglianza economica e la critica alla presenza di figure molto vicine al potere politico. Il riferimento alla vicinanza all’amministrazione Trump e al ruolo dell’ambasciatore come figura pubblica amplifica la portata della contestazione.

Il gruppo mette in relazione la celebrazione diplomatica a bordo di yacht milionari con l’aumento del divario tra chi detiene potere economico e chi subisce le conseguenze delle scelte politiche e finanziarie. Viene sollevata la domanda su quale modello di relazioni internazionali venga proposto: cooperazione tra popoli e sviluppo condiviso o influenza economica esercitata dai grandi gruppi finanziari e dai miliardari nella vita pubblica?

Richiami storici e analogie recenti

Le critiche non sono esenti da riferimenti a episodi simili: il movimento di protesta ricorda precedenti contestazioni contro presenze di oligarchi e super-ricchi in città costiere. Tra i nomi citati in passato figura anche Jeff Bezos evocato come esempio di personalità la cui permanenza privata ha generato mobilitazioni locali. L’obiettivo del gruppo è evitare che Venezia diventi un semplice sfondo per vacanze di lusso che compressano gli spazi pubblici.

Alla base della mobilitazione c’è anche la volontà di riaprire un dibattito pubblico sulla gestione degli spazi urbani storici e sulle priorità di una città come Venezia, la cui fragilità ambientale e culturale rende sensibili le scelte legate al turismo di alta gamma e agli eventi esclusivi.

Per ora resta confermata la convocazione dell’assemblea del 25 giugno alle 18.30 presso il Laboratorio occupato Morion momento in cui verranno messe a punto le iniziative e il coordinamento della protesta. Sul fronte istituzionale e della sicurezza, la presenza di una personalità di rilievo e di un’imbarcazione così imponente apre inevitabilmente tavoli operativi per la gestione dell’ordine pubblico e della circolazione in laguna.

La vicenda mette in luce una tensione già esistente tra la dimensione internazionale delle relazioni diplomatiche e commerciali e le istanze locali che chiedono tutela degli spazi comuni e rispetto della tradizione cittadina. Venezia si trova di nuovo al centro di una disputa tra immagine globale e vivibilità quotidiana.

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