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Commissione europea revoca finanziamenti alla Biennale: il caso del padiglione russo

La Commissione europea ha raccomandato la revoca di 2 milioni di euro di finanziamenti alla Biennale di Venezia per la riapertura del padiglione russo.

Commissione europea revoca finanziamenti alla Biennale: il caso del padiglione russo

La Commissione europea ha ufficialmente raccomandato la revoca dei finanziamenti alla Biennale di Venezia un provvedimento che segue la controversa decisione di riaprire il padiglione russo. La vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen ha annunciato la decisione attraverso i social media, sottolineando che la cultura finanziata con i soldi dei contribuenti europei deve promuovere i valori democratici.

La decisione della Commissione europea

La Commissione europea ha raccomandato all’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (Eacea) di terminare il finanziamento di 2 milioni di euro destinato alla Biennale di Venezia per il periodo 2026-2028. Questa decisione è stata presa dopo un’attenta valutazione delle risposte fornite dalla Biennale per giustificare la riapertura del padiglione russo. La vicepresidente Virkkunen ha ribadito che la cultura in Europa deve rispettare i valori democratici che non sono rispettati nella Russia attuale.

Le reazioni politiche

La notizia ha suscitato immediate reazioni nel mondo politico. La Lega ha criticato la decisione, definendola un diktat di Bruxelles, e ha annunciato che chiederà al governo italiano di integrare le risorse eventualmente negate dall’Unione europea. “La cultura italiana non si piega ai diktat di Bruxelles”, ha dichiarato il partito.

Il contesto della riapertura del padiglione russo

La riapertura del padiglione russo, chiuso dal 2026 a seguito dell’invasione dell’Ucraina, era stata decisa a marzo dal presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco. Questa decisione aveva trovato l’opposizione del governo italiano e del ministro della Cultura, Alessandro Giuli che aveva inviato ispettori a Venezia. La Commissione europea aveva minacciato fin da subito la revoca dei fondi e aveva richiesto chiarimenti all’Italia, accusando la Biennale di aver violato il regolamento che impone le sanzioni europee a Mosca.

Le conseguenze della decisione

L’iter per la revoca del finanziamento era stato avviato il 10 aprile, e il 23 aprile la revoca era stata comunicata ufficialmente, concedendo alla Biennale trenta giorni per cambiare la propria decisione o per spiegarne le ragioni. La Biennale ha risposto alle richieste di chiarimento, ma la Commissione europea ha trovato le spiegazioni insufficienti. Ora, l’Eacea procederà con la revoca definitiva del contratto di finanziamento.

La decisione della Commissione europea ha sollevato un dibattito sulla libertà culturale e sui valori democratici mettendo in luce le tensioni tra le istituzioni europee e le scelte culturali nazionali. La Biennale di Venezia, un evento di rilevanza internazionale, si trova ora a dover affrontare le conseguenze di una decisione che ha scatenato reazioni a livello europeo.

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