In un episodio che ha dell’incredibile, un cittadino veneziano è stato vittima di una truffa sofisticata che ha coinvolto la sua fiducia nelle istituzioni. Il signor Mario, residente a Castello, ha subito il furto di preziosi monili di famiglia dopo essere stato raggirato da malviventi che si sono spacciati per carabinieri. L’accaduto, verificatosi giovedì 8 agosto 2026, ha lasciato Mario profondamente scosso e determinato a condividere la sua esperienza per mettere in guardia altri cittadini.
L’inganno telefonico e la manipolazione psicologica
Tutto è iniziato con una telefonata da un numero sconosciuto. Mario, persona onesta e fiduciosa, ha risposto senza sospetti. Dall’altra parte della cornetta, un individuo che si è presentato come il comandante dei carabinieri di Mestre ha iniziato a raccontare una storia convincente. “Non si preoccupi – mi hanno detto – Faccia lei stesso una verifica. Metta giù e richiami il 112.” Mario, seguendo le istruzioni, ha chiamato il numero di emergenza e si è ritrovato a parlare nuovamente con lo stesso truffatore.
Il malvivente ha spiegato a Mario che c’era stata una rapina a Mestre e che tra la refurtiva era stato trovato un suo documento. Per evitare una perquisizione, Mario è stato invitato a collaborare, elencando e disponendo tutti i suoi gioielli su un telo bianco sopra il tavolo. “Deve essere sicuro di aver messo a disposizione tutte le cose di valore che ha, altrimenti rischia una denuncia per falsa testimonianza”, gli hanno detto, mettendolo in soggezione.
La visita in casa e il furto dei preziosi
Dopo aver descritto uno per uno i monili, Mario ha dovuto affrontare la visita di un incaricato che ha fotografato e ripreso gli oggetti prima di metterli in un cofanetto. Il falso comandante, rimasto al telefono, ha spiegato che era necessario portare gli ori in caserma per verificare la corrispondenza con quelli rubati. “Deve allontanarsi dal nostro incaricato”, ha ordinato, bloccando ogni tentativo di Mario di accompagnare l’uomo in caserma.
Mario è stato costretto a stare al telefono, dettando una serie di codici alfanumerici che avrebbe dovuto portare con sé e riferire ai carabinieri per sicurezza. “Ora deve tenere sia la linea fissa che quella mobile libere per un’ora e rimanere a disposizione”, gli hanno detto, lasciandolo senza telefono e intimorito. Solo dopo aver corso in caserma, Mario ha scoperto di essere stato vittima di una truffa sofisticata.
L’indagine dei carabinieri e la denuncia di Mario
I veri carabinieri hanno avviato un’indagine che punta a inchiodare i criminali, almeno tre persone con accento del centro-sud Italia. Mario, profondamente colpito dall’accaduto, ha deciso di raccontare la sua esperienza per mettere in guardia altri cittadini. “Voglio che la mia esperienza serva a salvare altre vittime, a metterle in guardia affinché siano informate”, ha dichiarato.
Questo episodio sottolinea l’importanza di essere sempre vigili e diffidenti di fronte a richieste sospette, anche quando sembrano provenire da fonti autorevoli. La truffa ai danni di Mario è un esempio di come i malviventi possano sfruttare la fiducia nelle istituzioni per compiere i loro crimini.



