Valeria Golino torna a Venezia con tre film e un messaggio forte sulla rappresentanza femminile nel cinema. L’attrice napoletana, protagonista della prossima Mostra del Cinema di Venezia con Nessun dolore di Gianni Amelio, Serpenti di Roberto De Paolis e come produttrice di Una storia l’esordio alla regia di Anna Foglietta, ha deciso di affrontare il tema della scarsa presenza femminile alla regia.
In un’intervista a Vanity Fair Golino ha parlato del suo rapporto con il cinema, della regia, del talento delle giovani attrici e delle donne nell’industria cinematografica. L’attrice ha espresso il suo pensiero sulle dichiarazioni di Alberto Barbera, direttore della Mostra del Cinema di Venezia, che aveva parlato della difficoltà di trovare film diretti da donne di qualità adeguata.
La replica di Golino a Barbera
Golino ha dichiarato: “Penso che Alberto Barbera abbia tutto il diritto di scegliere i film che ritiene migliori. Su questo non discuto. Ma avrebbe dovuto esprimersi diversamente, perché detta così quella frase non suona bene.” L’attrice ha precisato di non chiedere quote o trattamenti di favore: “Non vorrei mai entrare in concorso soltanto perché sono una donna e fa comodo avermi. Lo troverei più offensivo che non essere scelta.”
Golino ha aggiunto: “Barbera ha tutto il diritto di non prendere un mio film. Ma non di dire che ha cercato ‘disperatamente’ film diretti da donne. Quella parola non va bene. Il linguaggio ha un peso.” Secondo l’attrice, il problema nasce prima ancora della selezione dei festival: “Bisogna affidare alle donne risorse, tempo e libertà per dirigerli.” Se i film prodotti sono meno, inevitabilmente saranno meno anche quelli che possono essere selezionati.
Il talento delle giovani attrici
Golino ha parlato anche del suo rapporto con le giovani attrici, come Matilda De Angelis e Tecla Insolia. “Era incantevole, non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso e sapevo che ce l’avrebbe fatta prima ancora che lo sapesse lei”, ha detto a proposito di Insolia. “Con Matilda De Angelis, con Saul Nanni. Hanno una specie di vibrazione che mi affascina. Quando mi trovo davanti al talento, alla bellezza o all’intelligenza altrui, ne sono attratta.”
L’attrice ha anche parlato del suo rapporto con Valeria Bruni Tedeschi, caratterizzato da una grande libertà e dalla possibilità di mostrarsi senza filtri: “Quando hai meno filtri e mostri anche il peggio di te, è perché ti senti comunque accolta, non giudicata. Non necessariamente capita.” E, parlando del loro rapporto anche sul lavoro, aggiunge: “Possiamo dirci: ‘Questo lavoro fallo tu’, ‘Fammelo leggere’, ma anche: ‘Che cazzo, tu stai lavorando e io no’.”
La diffidenza verso le donne alla regia
Golino ha parlato della diffidenza che le donne devono affrontare quando passano dalla recitazione alla regia: “La diffidenza degli altri. È quella che senti anche quando viene mascherata da paternalismo o da condiscendenza.” Ha raccontato la propria esperienza: “Al mio esordio alla regia ho dovuto comportarmi come si sarebbe comportato un uomo, far valere le mie ragioni con una veemenza che non dovrebbe essere necessaria.”
Sul tema della scarsa presenza femminile alla regia, Golino ha anche parlato dell’esordio alla regia di Anna Foglietta, che ha prodotto: “Sono rimasta davvero sorpresa dal risultato finale.” E soprattutto riconosce nella collega una vera personalità autoriale: “Qui c’è qualcosa in più: si sente in maniera evidente la personalità di una regista. Non diresti che è un’opera prima.”
Golino ha concluso parlando del suo rapporto con il mestiere: “Quando sono dentro il mio mestiere, vivo alcuni dei momenti più felici della mia vita. Sono lì perché voglio esserci.”



