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L’aggressione a Azmeri Haque Badhon durante la 83ª Mostra del Cinema di Venezia

L'attrice bengalese Azmeri Haque Badhon, protagonista del film The difficult bride, è stata aggredita a Mestre durante la 83ª Mostra del Cinema di Venezia. La Digos indaga sull'accaduto.

L’aggressione a Azmeri Haque Badhon durante la 83ª Mostra del Cinema di Venezia

La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha visto un episodio spiacevole che ha coinvolto l’attrice e modella bengalese Azmeri Haque Badhon. Protagonista del film The difficult bride di Rubaiyat Hossain, selezionato nella sezione Orizzonti, l’artista è stata aggredita a Mestre da alcuni connazionali che l’hanno accusata di essere una combattente di luglio in riferimento alle proteste pro-democrazia avvenute in Bangladesh nel luglio-.

La vicenda ha scatenato l’intervento della Digos che sta indagando per ricostruire i fatti e identificare gli aggressori, ripresi dalle telecamere e riconosciuti dalla vittima.

L’aggressione in albergo e al parco

Gli aggressori hanno raggiunto Azmeri Haque Badhon in un albergo di Mestre dove era alloggiata. Dopo averla riconosciuta, le hanno tirato un ceffone in faccia. La donna ha raccontato l’accaduto in un lungo post sui social, ammettendo di aver avuto paura per la sua vita. «Sono andata al parco con mio fratello e la sua famiglia, e molti nostri fratelli bengalesi sono venuti e mi hanno molestata fisicamente. Mi hanno lanciato addosso acqua e altri oggetti. Con me c’era anche il figlio piccolo di mio fratello e queste persone mi hanno aggredita fisicamente. Mi hanno anche preso il telefono e mi hanno colpita», ha scritto.

Le minacce e gli insulti

L’attrice ha raccontato di essere stata filmata dagli aggressori, che trasmettevano le immagini in diretta online. «Mi hanno detto che sono una combattente di luglio e io ho risposto, sì, lo sono. Ho partecipato al movimento di luglio. Mi hanno detto di essere sostenitori di Bangabandhu e mi hanno costretta a dire Joy Bangla, Joy Bangabandhu», ha spiegato.

Azmeri Haque Badhon ha anche rivelato di aver avuto la sensazione che potessero ucciderla. «Ero semplicemente andata a fare una passeggiata serale in un parco vicino all’hotel in cui alloggio. Mio fratello era con me, insieme al suo bambino piccolo, che non ha nemmeno quattro anni. Il bambino urlava e piangeva, mentre loro esultavano. Mi chiamavano con insulti sessisti e volgari», ha raccontato.

La reazione dell’attrice e le conseguenze

L’attrice ha rivolto un messaggio agli aggressori, sottolineando l’importanza di rispettare ogni essere umano, indipendentemente dalla propria identità o religione. «Quello che avete fatto oggi dimostra che in questo modo pensavate di ricostruire la vostra posizione, ma io non credo ci siate riusciti», ha scritto.

Azmeri Haque Badhon ha anche affrontato il tema della sicurezza delle donne in Bangladesh. «E poi volete dire che le donne del Bangladesh saranno al sicuro con voi? Grazie mille per il vostro comportamento. Oggi lo saprà tutto il Bangladesh. Lo saprà tutto il mondo. Perché avete molestato in questo modo un’attrice che è venuta a un festival cinematografico internazionale portando un film, e ne siete persino orgogliosi», ha dichiarato.

L’attrice ha concluso il suo post invitando gli aggressori a tornare in Bangladesh e a rafforzare la loro posizione lì. «Noi, invece, viviamo in Bangladesh. Quindi tornate nel Paese. Tornate e rafforzate ulteriormente la vostra posizione lì», ha scritto.

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