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Caffè Florian addebitò 7 euro per la musica – conto da 72 euro turista

Una passeggiata a Piazza San Marco si trasforma in una sorpresa di prezzo: 7 euro per la musica al Caffè Florian.

Caffè Florian addebitò 7 euro per la musica – conto da 72 euro turista

Una vacanza a Venezia può nascondere imprevisti di vario genere, ma pochi turisti immaginano di dover aggiungere al loro conto una voce dedicata alla musica dal vivo. È quello che è accaduto a una donna di Lucca, accompagnata da un’amica, quando hanno deciso di pranzare al Caffè Florian storico locale di Piazza San Marco.

Il locale, fondato nel 1720, è famoso per la sua eleganza, i suoi interni sontuosi e la vista sulla laguna. Tuttavia, la sua fama ha anche un prezzo: le consumazioni sono note per essere tra le più care d’Italia. La turista lo sapeva, ma il vero colpo di scena è arrivato al momento di chiedere il conto.

Il conto da 72 euro al Caffè Florian

Il foglio fiscale consegnato dal personale elenca le voci seguenti: un toast classico a 15 euro un croissant farcito con pomodoro e mozzarella a 16 euro due Aperol Spritz a 17 euro l’uno, più un supplemento musica di 7 euro. La somma totale ammonta a 72 euro. Per chi non è abituato ai prezzi dei locali di lusso, la cifra può sembrare un vero “salasso”.

Il supplemento per la musica dal vivo

Il Caffè Florian ospita regolarmente una piccola orchestra composta da tre musicisti, che esegue brani classici e jazz durante le ore di punta. Il costo aggiuntivo serve a coprire le spese dell’artista e a mantenere alta la qualità dell’intrattenimento. La presenza di un dépliant sul tavolo, che avvisa i clienti della possibilità di una maggiorazione, è una pratica già consolidata nel locale.

Come è comunicato il costo aggiuntivo

Nel piccolo opuscolo lasciato su ogni tavolo, il supplemento musica è chiaramente indicato, con una breve spiegazione del valore dell’esperienza sonora. Nonostante la trasparenza, la cliente ha dichiarato di aver letto la voce sullo scontrino con una punta di sorpresa, tanto da farle scoppiare una risata.

Reazioni della turista e dei clienti intorno

La signora di Lucca ha commentato l’accaduto con un misto di ironia e rassegnazione: “Sapevamo che il prezzo sarebbe stato alto, ma il supplemento per la musica ci ha invece fatto sorridere”. Intorno al loro tavolo, alcuni turisti giapponesi sembravano più perplessi, forse non avendo notato il dépliant o non comprendendo subito la logica del costo aggiuntivo.

Il caso riaccende il dibattito su quanto le città d’arte debbano essere trasparenti sui listini, soprattutto in realtà dove il costo della vita è già elevato. Pur essendo una pratica diffusa nei ristoranti di alto livello, l’elemento “musica dal vivo” resta spesso un punto di discussione per i visitatori più attenti al portafoglio.

In definitiva, l’esperienza al Caffè Florian si è trasformata in una lezione su come i servizi aggiuntivi possano incidere sul conto finale. Per chi visita Venezia e intende gustare la tradizione culinaria locale, è consigliabile informarsi preventivamente su eventuali supplementi, affinché la sorpresa rimanga solo quella del panorama lagunare.

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Attentato al Café de Paris di via Veneto, a Roma