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33enne arrestato a Bivio Triestina per violenza di genere

Un uomo di 33 anni è stato arrestato a Portogruaro per aver sequestrato la fidanzata, minacciandola con una spatola da piastrellista.

33enne arrestato a Bivio Triestina per violenza di genere

Il pomeriggio del 16 settembre è stato al centro di un episodio di violenza di genere a Portogruaro, nella provincia di Venezia. Un 33enne di origini straniere è stato fermato dai carabinieri di Portogruaro per aver tenuto prigioniera la propria fidanzata all’interno di una camera d’albergo, minacciandola con una spatola da piastrellista e privandola del cellulare.

Intervento dei carabinieri e arresto

Il soccorso è iniziato quando la donna, intrappolata nella stanza, è riuscita a contattare i familiari. La notizia ha raggiunto subito le autorità, che hanno inviato una pattuglia dei Carabinieri di Portogruaro. Gli agenti, guidati dalle indicazioni fornite dalla vittima, hanno individuato rapidamente la struttura ricettiva situata a Bivio Triestina. Una volta sul posto, hanno bloccato l’uomo, impedendo ulteriori minacce e garantendo la sicurezza della giovane.

Modalità del sequestro e minacce

Secondo la ricostruzione fornita dalla vittima, il fidanzato l’aveva contattata la stessa mattina con il pretesto di aver bisogno di aiuto per rimettere a posto la camera. Quando la donna si è presentata, è stata subito minacciata con una spatola da piastrellista costretta a fermarsi e tenuta incatenata all’interno della stanza. Il cellulare le è stato strappato dalle mani e gettato nel water, lasciandola senza alcun mezzo per chiedere aiuto.

Dettagli del sequestro materiale

Durante la perquisizione personale e dell’alloggio, i carabinieri hanno recuperato l’arma improvvisata, ovvero la spatola, e il dispositivo mobile della vittima, ancora operante, ma ormai inaccessibile. È stata inoltre trovata una modesta quantità di hashish sequestrata ai fini della procedura giudiziaria.

Indagini, sequestro e conseguenze legali

Gli accertamenti hanno evidenziato che la violenza non era un episodio isolato: la donna subiva maltrattamenti da circa sei mesi mai denunciati in precedenza. L’uomo è stato quindi condotto alla Casa Circondariale di Pordenone dove è rimasto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Parallelamente, è stata inviata una segnalazione alla Prefettura per l’uso personale di sostanze stupefacenti, a fronte del piccolo quantitativo di hashish rinvenuto.

L’episodio mette in luce come la prontezza dei familiari e l’intervento celere delle forze dell’ordine possano impedire il protrarsi di situazioni di sequestro di persona e atti persecutori. Le autorità hanno invitato chiunque si trovi in una condizione simile a non esitare a chiedere aiuto, ricordando l’importanza della rete di supporto familiare e delle procedure di segnalazione.

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