Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha pronunciato un discorso in cui ha evidenziato la piaga dei femminicidi sul territorio nazionale, facendo riferimento ai dati più recenti disponibili per l’anno 2025 e per il primo semestre del 2026. L’intervento è stato inserito nel contesto di una più ampia riflessione sulla necessità di rafforzare la protezione delle donne come priorità di politica pubblica, invitando tutti gli attori sociali a partecipare attivamente alla lotta contro questa violenza di genere.
Dati sui femminicidi per il 2025 e per la prima metà del 2026
Secondo le statistiche ufficiali, il 2025 ha registrato un incremento preoccupante dei casi di omicidio di donne per motivi di genere una tendenza che si è confermata nei primi sei mesi del 2026. Sebbene i numeri esatti non siano stati divulgati nel discorso, il presidente ha sottolineato che il saldo negativo “non può più essere accettato”. Il deficit di umanità che permette la continuazione di questi crimini, ha spinto il capo dello Stato a chiedere un intervento immediato e coordinato tra forze dell’ordine, magistratura e istituzioni educative.
Il messaggio di Mattarella: repressione e prevenzione culturale
Mattarella ha posto in pari misure repressive e prevenzione culturale affermando che una risposta esclusivamente punitiva non è sufficiente per cancellare la radice della violenza. Il presidente ha richiesto un rafforzamento delle leggi esistenti e una loro più efficace applicazione, ma ha anche insistito sulla necessità di un cambiamento profondo nei valori sociali, a partire dal sistema scolastico e dai media, per “colmare quel vuoto di umanità” che ha troppo a lungo ostacolato una risposta adeguata.
Priorità di azione per le istituzioni
Tra le proposte delineate, il presidente ha elencato l’importanza di creare centri di ascolto e supporto operativi su tutto il territorio nazionale, potenziare i programmi di formazione per le forze dell’ordine su tematiche di genere, e incentivare campagne di sensibilizzazione che promuovano il rispetto reciproco. Inoltre, ha suggerito che le amministrazioni locali debbano collaborare con le associazioni di difesa dei diritti delle donne per monitorare e intervenire tempestivamente nei casi di minaccia o violenza domestica.
Una emergenza civile per il progresso del Paese
Ha ribadito che il progresso dell’Italia non può essere separato dal rispetto dei diritti delle donne e che, per garantire un futuro più sicuro, è necessario che l’intera società – dal cittadino comune alle istituzioni più elevate – assuma la responsabilità di agire con decisione.



