Nel pomeriggio di mercoledì, un uomo di 33 anni legato a precedenti di rapina ha profuso una fuga spettacolare dal carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia. L’episodio, avvenuto intorno alle 13, ha innescato immediatamente un allarme e una mobilitazione di più organismi di pubblica sicurezza.
Il soggetto, identificato come Baeram Florim, cittadino romeno, è riuscito a superare in pochi secondi la recinzione, a raggiungere la sommità del muro e a lanciarsi sul marciapiede di Fondamenta Santa Maria Maggiore, dove ha ricominciato a correre a perdifiato prima di scomparire.
Fuga dal penitenziario: i fatti
Durante il conto della presenza dei detenuti, effettuato alle 13, il personale ha rilevato l’assenza di Florim. Il controllo d’appello ha scattato subito, ma il detenuto era già in fuga. Testimoni presenti nella zona dei cortili hanno riferito di averlo visto per l’ultima volta mentre gli operai erano impegnati in attività di disinfestazione, con una cinquantina di uomini coinvolti per la rimozione di cimici da letto.
Il salto dal muro di cinta
Secondo le ricostruzioni preliminari, l’uomo ha sfruttato la vulnerabilità creata dal movimento di massa dei detenuti per avvicinarsi al perimetro. Non è ancora chiaro se abbia usato una fune, un supporto esterno o semplicemente le fessure tra i mattoni per scalare il muro. L’assenza di segni di violenza o di attrezzi suggerisce una possibile premeditazione.
Le operazioni di ricerca
Appena segnalata la fuga, la direzione del carcere ha fornito alle autorità l’identikit completo. Polizia, carabinieri, vigili urbani, guardia di finanza e guardia costiera hanno avviato una ricerca coordinata che ha superato i confini provinciali e regionali. Il prefetto Darco Pellos ha dichiarato: “Lo stiamo cercando in tutta la provincia e anche fuori dalla regione del Veneto”.
Coinvolgimento delle forze dell’ordine
Le indagini si basano su una revisione delle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza e su incroci di dati nelle banche dati interforze. Gli investigatori stanno valutando se Florim abbia potuto allontanarsi da Venezia in autobus, treno o, addirittura, imbarcarsi su una nave. Nessuna esclusione è stata fatta riguardo a documenti falsi.
Indagini interne al penitenziario
Parallelamente, è stata aperta un’inchiesta interna per capire come il detenuto sia riuscito a superare il muro senza essere bloccato. Gli ispettori devono verificare chi era presente nella zona al momento del salto, se c’era sorveglianza adeguata e se la procedura di disinfestazione abbia creato una breccia nella sicurezza.
Le testimonianze della polizia penitenziaria sottolineano che la movimentazione di una cinquantina di persone ha rappresentato una parentesi di grande vulnerabilità per la struttura. La ricostruzione precisa degli eventi precedenti al salto sarà cruciale per attribuire eventuali responsabilità.
Nel frattempo, le forze dell’ordine rimangono impegnate nella ricerca di Florim, mantenendo alta la vigilanza su eventuali spostamenti sospetti e monitorando i traffici ferroviari e marittimi della zona. L’obiettivo resta quello di catturare il fuggitivo il prima possibile e di garantire che situazioni analoghe non si ripetano.



