Nel pomeriggio di giovedì 17 settembre, un detenuto di nazionalità romena, 33enne, è riuscito a fuggire dal cortile passeggio della Casa circondariale di Venezia. Il modo con cui ha superato il muro di cinta ha subito attirato l’attenzione delle autorità penitenziarie e del pubblico, che attendono aggiornamenti sulla ricerca dell’evaso.
Il fatto si è verificato proprio mentre il penitenziario era impegnato in una delicata operazione di disinfestazione contro le cimici da letto. Per consentire l’intervento, i detenuti vengono spostati una sezione alla volta, creando una movimentazione continua all’interno del complesso carcerario.
Dettagli sulla fuga e sulle condizioni operative
Secondo le informazioni fornite dal Sappe il detenuto ha approfittato della confusione generata dallo spostamento di una sezione per scavalcare il muro di cinta. L’azione è avvenuta in un momento in cui la sorveglianza era temporaneamente ridotta per consentire il lavoro dei tecnici.
Il ruolo delle operazioni di disinfestazione
Le attività di sanificazione, necessarie per eliminare le cimici da letto, richiedono che gli alloggi dei detenuti vengano svuotati progressivamente. Questo comporta una complessa logistica che, se non gestita con rigorosi protocolli di sicurezza, può aprire delle vulnerabilità. La procedura di spostamento di una sezione alla volta è infatti stata indicata come fattore che ha facilitato l’evasione.
Reazioni del sindacato Sappe
Donato Capece segretario generale del Sappe, ha definito l’accaduto «un fatto gravissimo che non può essere derubricato a semplice episodio di cronaca». Ha sottolineato che la sicurezza di un carcere non può essere messa in secondo piano, nemmeno per interventi di sanificazione indispensabili.
Giovanni Vona segretario Sappe per il Triveneto, ha aggiunto: «Da giorni il personale sta gestendo una situazione particolarmente complessa, con gli spostamenti di una sezione alla volta per consentire la disinfestazione dalle cimici. È evidente che una movimentazione straordinaria di detenuti richiede un dispositivo di sicurezza adeguato, perché ogni spostamento aumenta le criticità e le possibilità che qualcuno possa approfittare di una falla. Gli agenti non possono essere lasciati soli a fronteggiare situazioni di questo genere».
Le forze dell’ordine hanno immediatamente avviato le ricerche dell’evaso, coinvolgendo unità specializzate e cani da fiuto. La struttura carceraria di Venezia, che ospita diverse sezioni, è stata sottoposta a un controllo più stringente per evitare ulteriori fughe.
Nel frattempo, le autorità stanno valutando se le procedure di gestione dei lavori di sanificazione debbano essere riviste, al fine di garantire che la sicurezza penitenziaria non subisca compromessi durante operazioni logistiche.



