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Mostra a Padova sul rapporto tra scienza e arte per il trentesimo del VIMM

Scopri come arte e ricerca si intrecciano nella mostra inaugurata il 27 maggio al Museo della Natura e dell'Università di Padova per il trentesimo anniversario del VIMM

Mostra a Padova sul rapporto tra scienza e arte per il trentesimo del VIMM

Il Museo della Natura e dell’Uomo dell’Università di Padova ospita una rassegna che mette in dialogo due modi di conoscere il mondo: la pratica della sperimentazione e la pratica estetica della creazione. Inaugurata il 27 maggio e aperta al pubblico dal 28 maggio al 30 settembre 2026, la mostra intitolata La terra è blu come un’arancia. Il mistero della ricerca celebra i trent’anni del VIMM e propone uno sguardo che unisce immagini prodotte in laboratorio e opere di artisti contemporanei. L’iniziativa, prima esposizione temporanea ospitata nella sede universitaria, è stata realizzata con il contributo della Fondazione Cariparo e riflette sull’importanza dell’immagine nella costruzione della conoscenza.

Curata dallo storico dell’arte Sylvain Bellenger, la mostra esplora come la rappresentazione visiva sia strumento tanto per lo scienziato quanto per l’artista. La selezione comprende circa 30 opere e una grande installazione multimediale site specific dello spettro creativo di Stefano Gargiulo, prodotta con Kaos Produzioni. Alla cerimonia di apertura hanno partecipato figure istituzionali e scientifiche, tra cui la presidente della Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata – VIMM Giustina Destro, la rettrice Daniela Mapelli e il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia.

Un dialogo tra immagine scientifica e poetica

La mostra parte dall’idea che l’osservazione scientifica e la creazione artistica condividano una tensione verso l’ignoto: entrambe costruiscono senso attraverso rappresentazioni visive. Nel percorso espositivo si confrontano fotografie di microscopia, ricostruzioni digitali e tavole anatomiche con pittura e installazioni contemporanee, mettendo in luce come certe immagini di laboratorio possano assumere una valenza estetica autonoma. Il curatore suggerisce che la verità scientifica e la verità poetica non sono antitetiche, ma strumenti complementari per interrogare il mistero del vivente, trasformando dati e strutture in esperienze sensibili.

Il ruolo delle immagini di ricerca

Le visualizzazioni prodotte nei laboratori del VIMM rivelano strutture cellulari, reti neuronali e pattern morfologici che, isolate dal contesto sperimentale, assumono forme prossime all’arte astratta. Queste immagini sono presentate accanto a opere d’arte contemporanea per evidenziare come tecnologie come la microscopia avanzata e la ricostruzione digitale siano strumenti di narrazione oltre che di misura. In questo senso, l’immagine diventa strumento cognitivo: osservare significa anche emozionare, e la mostra intende valorizzare questa doppia funzione.

Installazione site specific di Stefano Gargiulo

Al centro del percorso si trova una grande installazione multimediale creata da Stefano Gargiulo, pensata appositamente per gli spazi del museo. L’opera fonde immagini, luce e materia in un ambiente immersivo che stimola lo spettatore a una percezione corporea del sapere. Attraverso il lavoro di Gargiulo, la mostra offre un esempio pratico di come l’arte possa tradurre dati e concetti scientifici in un linguaggio sensoriale, invitando il pubblico a sperimentare la ricerca non solo come informazione ma come esperienza estetica.

Padova come luogo di incontro tra storia e innovazione

Padova è da secoli un crocevia di studi medici e rappresentazioni del corpo: la scelta del Museo della Natura e dell’Uomo non è casuale. Il percorso si inserisce nel più vasto quadro della città della Scienza, che include l’Orto botanico e il Palazzo del Bo, spazi storici dove si è praticato lo studio del vivente dal Cinquecento a oggi. Il museo, in Corso Garibaldi 39, offre così un contesto in cui le collezioni naturalistiche storiche dialogano con le immagini di frontiera prodotte dal VIMM, rendendo visibile la continuità tra tradizione e innovazione.

Risonanze, pubblicazione e accesso

A corredo dell’esposizione è stato pubblicato il libro-catalogo edito da Allemandi e curato da Sylvain Bellenger e Giovanni Panebianco, che documenta la mostra e approfondisce il rapporto tra ricerca biomedica contemporanea e patrimonio artistico. L’iniziativa vuole rendere accessibile il lavoro dei laboratori, comunicando la bellezza delle scoperte e il valore sociale della ricerca. L’ingresso alla mostra è incluso nel biglietto del Museo della Natura e dell’Uomo, offrendo ai visitatori la possibilità di esplorare il dialogo tra arte e scienza fino al 30 settembre 2026.

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