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Nuova sede dell’Archivio Storico della Biennale all’Arsenale di Venezia

La Biennale di Venezia ha inaugurato la nuova sede dell'Archivio Storico Asac nell'Arsenale: 8.000 metri quadrati nel Magazzino del Ferro, finanziamenti Pnrr per 38 milioni di euro, oltre 10.000 fascicoli e tre giorni di attivazione con eventi e open day.

Nuova sede dell’Archivio Storico della Biennale all’Arsenale di Venezia

La Biennale di Venezia ha ufficialmente aperto le porte del suo nuovo archivio storico, collocato nel suggestivo Magazzino del Ferro all’interno dell’Arsenale. L’operazione segna il trasferimento definitivo del Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee (ASAC) in uno spazio di circa 8.000 metri quadrati, pensato per custodire, valorizzare e rendere fruibile un patrimonio documentario che attraversa oltre un secolo di storia della Biennale.

Il progetto di recupero e rifunzionalizzazione, avviato con i cantieri nel marzo 2026, è stato completato rispettando i tempi previsti. La nuova sede è il risultato di un investimento complessivo di 38 milioni di euro, finanziati tramite risorse del Ministero della Cultura nell’ambito del Pnrr e dei fondi per i Grandi Attrattori Culturali.

Una casa per la memoria e la ricerca

All’interno degli ambienti restaurati l’ASAC ospiterà il Fondo Storico, la Biblioteca specializzata e collezioni eterogenee: oltre 10.000 fascicoli, una vasta fototeca, materiali audiovisivi, manifesti, carteggi e oggetti storici. Questi fondi documentano la storia della Fondazione dalla prima Esposizione Internazionale d’Arte del 1895 fino alle attività più recenti, offrendo una risorsa preziosa per studiosi, curatori e artisti.

Spazi e tecnologie per la conservazione

Il complesso progettato per l’archivio integra ambienti per la consultazione cartacea e multimediale, laboratori di restauro, depositi climatizzati e scaffalature compattabili su più livelli. L’intervento ha previsto anche l’ampliamento delle superfici di stoccaggio fino a circa 8.000 metri lineari, un significativo incremento rispetto alla sede di Marghera. Parallelamente prosegue la campagna di digitalizzazione dei fondi audio, video e fotografici per una fruizione più ampia e a distanza.

Un polo vivo: ricerca, formazione e attività pubbliche

La nuova sede non è stata pensata solo come deposito: sarà un centro di produzione culturale aperto tutto l’anno a studenti, ricercatori e pubblico. Sono previste aree polifunzionali per workshop, mostre, progetti speciali e attività college che mettono in relazione la memoria con le pratiche contemporanee. Il direttivo della Biennale ha voluto che i Direttori Artistici partecipassero attivamente alla definizione di progetti di ricerca basati sui materiali d’archivio.

Programma di inaugurazione e avvio

Per accompagnare l’apertura è stato organizzato un programma di attivazione di tre giorni, con performance, lectio e un open day finale: gli eventi si svolgeranno dall’1 al 3 giugno, con il mercoledì 3 giugno dedicato all’accesso del pubblico dalle ore 11.00 alle ore 19.00. Tra le iniziative figurano performance della Biennale Danza e Teatro, conversazioni sul cinema e un concerto site-specific della Biennale Musica che esplora le potenzialità acustiche e visive dei nuovi spazi.

Un intervento pubblico e strategico

Il restauro e la trasformazione del Magazzino del Ferro sono stati coordinati da un raggruppamento di progettisti guidato dall’architetta Arianna Laurenzi e da studi tecnici specializzati nella ristrutturazione e negli impianti. L’operazione rientra nel percorso pluriennale di riqualificazione dell’Arsenale e del Lido che la Biennale ha avviato dalla fine degli anni Novanta, con l’obiettivo di radicare sempre più le attività istituzionali nei luoghi storici dell’ente.

Finanziamenti, responsabilità e visione

Il finanziamento pubblico di 38 milioni è stato erogato attraverso due canali: fondi già stanziati nel 2019 per i Grandi Progetti Beni Culturali e risorse del Pnrr. Le istituzioni coinvolte e i vertici della Biennale hanno sottolineato l’importanza dell’opera per la città: per il sindaco di Venezia, l’apertura rappresenta «un giacimento da cui estrarre e trasformare sapere», mentre il presidente della Fondazione ha definito l’archivio come un risultato di lungo periodo e di continuità progettuale.

La nuova sede dell’Archivio Storico alla Biennale è dunque pensata come un luogo in cui memoria e contemporaneità convivono e si alimentano a vicenda: un centro in cui conservare il passato per generare nuove ricerche, mostre e linguaggi artistici, mettendo a disposizione della comunità scientifica e del pubblico una straordinaria mole di documenti e strumenti.

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