Le agenzie di intelligence occidentali hanno condiviso una segnalazione che indica un nuovo scenario di minaccia proveniente dalla Russia. Secondo la ricostruzione, Mosca starebbe pianificando di utilizzare droni russi trasportati in container su navi mercantili per lanciare attacchi contro obiettivi strategici situati sulle coste del Mediterraneo. I paesi più esposti sarebbero ItaliaFrancia e Spagna tutti alleati di Kiev nella guerra in Ucraina. La natura dell’operazione, descritta come “non particolarmente difficile”, suggerisce che l’attacco potrebbe avvenire con discrezione, sfruttando la vasta rete di traffico marittimo.
Piano di attacco russo: droni lanciati dal mare
Il progetto prevede il posizionamento dei velivoli all’interno di container, poi caricati su navi che operano nei pressi delle rotte commerciali. Una volta a distanza di circa 200-300 chilometri dalla costa, i droni verrebbero rilasciati in volo, raggiungendo il bersaglio in poco più di un’ora. La logistica è descritta come semplice, perché non richiede infrastrutture speciali per il lancio: basta un’apposita catapulta o un piano inclinato a bordo della nave. Tale modalità consentirebbe a Mosca di superare le protezioni anti-aeree tradizionali, poiché l’intervento avverrebbe al di sopra della superficie marittima, dove le difese sono meno dense.
Caratteristiche tecniche del modello “Gerbera”
Le informazioni indicano che il modello impiegato sarebbe il Gerbera un drone con lunghezza di circa due metri e apertura alare di 2,5 metri. Il peso totale può arrivare a 18 kg, con una velocità di crociera intorno ai 160 km/h e un’autonomia dichiarata di 600 km a seconda del carico e delle condizioni atmosferiche. Il carico utile è limitato a quattro-cinque chili di esplosivo, sufficiente per provocare incendi, danneggiare attrezzature esposte o chiudere temporaneamente strutture portuali e aeroportuali. Nonostante la potenza contenuta, l’effetto psicologico e le ripercussioni economiche potrebbero risultare significative.
Obiettivi potenziali e impatto previsto
Secondo la ricostruzione, la maggior parte del territorio italiano, ad eccezione della zona nord-est, cadrebbe entro il raggio d’azione del Gerbera. Analisi analoghe per la Francia e la Spagna mostrano una copertura simile, includendo grandi porti commerciali, aeroporti civili e strutture militari costiere. Un impatto diretto, seppur limitato in termini di distruzione, potrebbe provocare la chiusura temporanea di infrastrutture cruciali, interrompendo le catene di approvvigionamento e creando pressione politica. Gli esperti ritengono che lo scopo di tali attacchi sia più strategico che tattico: generare incertezza, alimentare la disinformazione e testare la capacità di risposta della NATO.
Reazioni politiche e avvisi di intelligence
Le autorità di diversi paesi europei sarebbero state informate della potenziale operazione poco dopo il viaggio a Mosca del direttore della CIA, John Ratcliffe, avvenuto il 25 agosto. In seguito, il presidente francese ha convocato il Consiglio di Difesa il 16 settembre e, due giorni dopo, ha riunito i leader dei principali partiti al Palazzo dell’Eliseo per discutere della minaccia. In Italia, il capo della Copasir, Lorenzo Guerini, ha invitato alla calma, sottolineando la necessità di verificare le informazioni e di mantenere alta la guardia contro possibili campagne di disinformazione. Anche le forze di difesa di Polonia e delle repubbliche baltiche hanno segnalato un aumento della pressione russa, indicando un contesto di tensione crescente in tutta l’area europea.



